Nicole Kidman, regina di Cannes 2017, è tornata alla ribalta

L'attrice dichiara la sua passione per il cinema e ciò che la spinge a fare le sue scelte artistiche

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Nicole Kidman. Fonte screen youtube

Dopo una serie di film recepiti freddamente sia dalla critica sia dal pubblico, Nicole Kidman è tornata alla ribalta.

L’attrice, ancora una volta, dimostra al mondo perchè sia una delle migliori attrici in circolazione. Con ben quattro progetti al festival di Cannes 2017, la Kidman sembra davvero inarrestabile.

 

Il 2017 dell’attrice è iniziato con nominations a premiazioni importanti come gli Oscars, i Golden Globes e i BAFTA Awards per il suo ruolo nel film “Lion”. In seguito l’attrice è stata la rivelazione della serie HBO Big Little Lies ed ora sta nuovamente incantando tutti al Festival di Cannes 2017.

Rivelazione” forse non è il termine più adatto per descriverla perchè la Kidman è dal suo esordio che continua a dimostrarsi un’attrice valida e degna di essere acclamata.

Il suo amore per il cinema indipendente e introspettivo e la sua passione per la recitazione l’hanno portata a fare scelte interessanti e rischiose che non sempre l’hanno ripagata ma che le hanno decisamente permesso di continuare a crescere come attrice.

Dopo un periodo un po’ tiepido per la carriera dell’attrice, quest’anno potrebbe definirsi come una conferma del grande talento della Kidman che ormai è destinata a lasciare un segno nella storia del cinema.

Al momento Nicole Kidman si trova alla settantesima edizione del festival di Cannes con quattro progetti:

  • Il lungometraggio di Sofia Coppola “L’inganno”
  • Il lungometraggio di John Cameron Mitchell “How To Talk To Girls At Parties”
  • La serie di Jane Campion “Top Of The Lake:China Girl”
  • Il lungometraggio di Yorgos Lanthimos “The Killing Of A Sacred Deer”

La rivista Deadline l’ha incontrata e intervistata a Cannes. Ecco le dichiarazioni più importanti di Nicole Kidman:

  • Sul successo inaspettato di Big Little Lies: “Speravo avesse successo ma non si sa mai. Quando è andato in onda per la prima volta ho pensato “Oh magari non riuscirà a catturare le persone come avevamo sperato” ma poi l’interesse per la serie è cresciuto. Ricevevo dei messaggi e delle email dai miei amici e quello è stato il momento in cui ho capito che era davvero penetrato nella mente delle persone. In particolare l’ho realizzato quando mio marito mi ha detto: “oh i miei amici mi hanno appena scritto chiedendomi cosa succederà dopo”. Era da anni che non mi succedeva, è stato qualcosa di straordinario.
  • Se il ruolo di Celeste nella serie fosse quello che sperava di interpretare: “L’ho letto e ho pensato: “Non importa, vorrei solo che riuscissimo a produrlo.” Se mi avessero detto che avrei dovuto interpretare qualcun altro, l’avrei fatto. Quando l’autore ti dice “Questo è il ruolo in cui ti vedo di più” non ti resta che onorare quella richiesta. Tutto è successo in modo così perfetto. Reese ha chiamato Laura Dern. Laura ha chiamato Shailene Woodley. Zoe Kravitz era un’amica di ognuna di noi. Tra amiche ci siamo create le nostre opportunità.”
  • Sulle sue scelte coraggiose nella sua carriera: “Non sono coraggiosa perchè c’è sempre un’enorme paura nelle mie scelte. Sono una persona curiosa. Mi ha sempre interessato esplorare la mente e la condizione umana. In realtà mi sento più sicura e vicina al mondo quando lo faccio. Non so se abbia senso.”
  • Su come scelga i suoi ruoli: “Sono così casuali. Vorrei poter dire che ho un modo deciso di lavorare ma sono completamente spontanea. Se me lo sento mio, lo faccio. Se c’è qualcosa nella storia che amo, se c’è un regista che adoro, allora non ho nemmeno bisogno di leggere tutto il copione. Faccio anche favori agli amici. Questo è il mio modo di lavorare. Artisticamente voglio esplorare delle cose. Voglio fallire perchè si deve fallire per potersi rialzare senza paura. Quando ho fatto un’opera teatrale a Londra (Photograph 51) ero terrorizzata. Avevo davvero paura del palcoscenico ma è stato fantastico superare questa paura.
  • Sulla sua passione per il teatro: “Il teatro è importante per me. Sono 17 anni che non lo faccio ma la disciplina che è richiesta a teatro, gli 8 show a settimana sono importanti, è parte dello scopo di essere un attore. Stare su un palco è pericoloso ma la risposta immediata del pubblico è così gratificante.”
  • Su “The Killing Of A Sacred Deer” di Lanthimos: “Yorgos è eccezionale. Ho amato “The Lobster” e “Dogtooth”. Dove si vedono film del genere? è davvero raro. Ai giorni nostri questi film devono essere sviluppati. Non importa se piacciano o meno, sono film che devono essere portati in vita.”
  • Su “L’inganno” di Sofia Coppola: “è la visione unica di Sofia del film del 1971 con Clint Eastwood. Lei è molto femminile quindi il suo modo di raccontare la storia non è motivato dalla trama. Jane Campion lo ha descritto come uno “stile unico femminile” che Sofia possiede. A questo punto della mia carriera posso permettermi di supportare talentuose registe donne e continuerò a farlo. Si tratta di una scelta molto consapevole. Non passerò due o tre anni senza lavorare con una donna. Cercherò registe e continuerò a farlo perchè penso che sia importante adesso.”
  • Sul festival di Cannes: “Vengo qui perchè fa parte del lavoro. Supporto i registi. Queste persone stanno investendo del denaro per fare questi film. Certo c’è la parte più glamour ma quello è abbastanza spaventoso. Per questo quando mi definisci coraggiosa ti rispondo che in realtà non lo sono, la paura c’è ma sono disposta ad andare oltre.”

Non ci resta che aspettare l’uscita italiana degli emozionati progetti dell’attrice.