Nuova Zelanda, attentato a Christchurch: 49 morti e 48 feriti

Attentato in una moschea della Nuova Zelanda. Il terrorista in diretta Facebook per 17 minuti durante la strage. Gli analisti: "La Nuova Zelanda non sarà più la stessa".

0
Brenton Tarrat, attentatore

La Nuova Zelanda è sotto shock dopo il terribile attentato verificatosi in una moschea a Christchurch. La strage si è consumata nelle stesse ore in cui i giovani stavano protestando contro il cambiamento climatico. Il terrorista, Brenton Tarrant, era in diretta Facebook durante la strage (circa 17 minuti) ma i tecnici del social hanno tempestivamente rimosso il video.

La premier neozelandese in conferenza stampa ha parlato di terrorismo e di un bilancio di 49 morti e 48 feriti. Tre persone arrestate, tra cui Brenton, il quale dovrà rispondere di “omicidio multiplo” in tribunale. Due le moschee prese d’assalto: in una sono state uccise 41 persone, 7 nell’altra, più un’altra morta in ospedale. Trovati esplosivi nelle strade e “dediche” sui caricatori dei killer; compare anche il nome di Luca Traini.

Il Primo Ministro Jacinda Ardern, 38 anni, laburista ha dichiarato: “È il giorno più nero nella storia della Nuova Zelanda”. Di fatti, il Paese era stato risparmiato da gravi atti di terrorismo.
Elisabetta II scrive al governatore generale del Regno nel Paese dell’Oceania: “Sono profondamente rattristata dagli spaventosi eventi di oggi a Christchurch. Il principe Filippo ed io inviamo le nostre condoglianze alle famiglie e agli amici di coloro che hanno perduto la vita. I miei pensieri e le mie preghiere sono con tutti i neozelandesi”.

La polizia chiede di non diffondere e incrementare ulteriormente la fama di questo terrorista e dei suoi folli ideali legati alla “supremazia bianca“. L’australiano, infatti, aveva pubblicato sul suo profilo social una sorta di “Manifesto” in cui spiegava le ragioni di questi suoi pensieri.

Nello scritto, inoltre, viene raccontato che l’attentato è stato preparato negli ultimi due anni e che avrebbe dovuto essere messo in atto in Australia. Poi la decisione di colpire la Nuova Zelanda per dimostrare che nessun Paese è al sicuro dal terrorismo. Dalle prime ricostruzioni, pare che Tarrant volesse colpire anche un ospedale e una scuola. Non è chiaro, tuttavia, il ruolo delle altre due persone fermate assieme al terrorista.