Nuova Zelanda, dopo l’attentato i gesti di solidarietà dei cittadini

Dopo l'attentato alle due moschee di Christchurch, i neozelandesi fanno a gara a chi è più solidale.

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Brenton Tarrat, attentatore

L’attentato nella cittadina di Christchurch ha commosso tutto il mondo, soprattutto i neozelandesi, i quali si sono precipitati ad aiutare chi si trova più in difficoltà. L’attacco ha colpito nel profondo la sensibilità dei cittadini, soprattutto perché tra le vittime ci sono anche giovanissimi (il più piccolo aveva tre anni).

«Questa non è la Nuova Zelanda» recita uno dei cartelloni con i quali i neozelandesi hanno voluto commemorare le vittime. I siti di crowdfunding sono andati in tilt a causa delle numerose donazioni: in meno di 24 ore sono stati raccolti 2 milioni di euro. In un sobborgo della città molte persone hanno fatto la fila per donare cibo e acqua, specialmente generi alimentari halal (secondo le norme della legge islamica). Non è tutto poiché una donna, tramite il suo profilo Twitter, si è offerta di accompagnare in autobus o per strada chi ha paura di uscire di casa.

Il primo ministro neozelandese Jacinda Ardern ha incontrato il sindaco di Christchurch e ha indossato il velo per esprimere solidarietà a tutta la comunità islamica. «La Nuova Zelanda che conosciamo non è così» ha dichiarato ai giornali.