Patrick Evra si racconta: il suo passato e l’infanzia traumatica

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Secondo Sir Alex Ferguson, uno dei tecnici più importanti nel mondo del calcio, il miglior terzino sinistro in Europa è stato Patrice Evra. Classe 1981, senegalese di nascita, ma naturalizzato francese. Con i transalpini ha preso parte a due mondiali non andati al meglio, 2010 e 2014, ed è stato vice-campioni ad Euro 2016, giocati in proprio in Francia. Per quanto riguarda i club, ha giocato per gran parte della sua carriera con il Manchester United dal 2006 al 2014.

Evra ha giocato anche in Italia: di certo quasi tutti gli amanti del pallone ricorederanno la sua esperienza triennale con la maglia della Juventus (2014-2017), mentre è meno nota la sua esperienza in Serie C1. Quest’ultima è stata il suo esordio in assoluto nel mondo del calcio professionistico, più precisamente con la maglia del Marsala. A detta del francese, il calcio e l’Italia lo salvarono da una vita in povertà e disastrosa:

Il calcio mi ha salvato. Quando mio padre ci ha lasciati è stato un delirio. Quando avevo 17 anni sono andato in Italia, mi ricordo che mi davano da mangiare e che mi diedero anche una tuta sportiva. Telefonai a mia madre per dirle che quello era il paradiso”. Si perchè l’ex-United ha dichiarato che la sua infanzia era sta caratterizzato degrado, criminalità e povertà assoluta:

“Il calcio e l’Italia mi hanno salvato. Ho fatto tre lavori prima di diventare un calciatore. Vendere droga, mendicare davanti al negozio e lavorare in un rivenditore di TV. Tra queste cose solo una non è vera: non ho mai venduto una TV. E avevo tipo 13 anni. Chiedere l’elemosina di fronte ai negozi per me era normale: qualche volta verso a mezzanotte gettavano via i Big Mac freddi, noi andavano a recuperarli dalla spazzatura e li mangiavamo”.- queste sono le sue dichiarazioni lasciate ai microfoni della BBC.

Infine Patrice Evra torna anche a parlare anche degli abusi sessuali subiti quando di anni ne aveva 13, un’esperienza traumatica, che però qualcosa gli ha insegnato: “Subire abusi sessuali a 13 anni ha avuto un impatto enorme sulla mia vita. Ti vergogni di te stesso. E non ti fidi delle autorità, perché fu il mio principale insegnante. A quel punto, non ti fidi più di nessuno”.