Protesta del Latte in Sardegna: governo convoca tavolo di filiera con i pastori, ma la rivolta continua

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Foto da pagina Facebook YouTG.net

Continua la protesta dei pastori sardi che ormai da giorni sono scesi in piazza contro i prezzi del latte. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è recato in visita a Cagliari, dove ha incontrato i protagonisti della protesta in compagnia dei ministri Centinaio e Lezzi.

La loro protesta e le loro istanze non possono restare inascoltate“, ha dichiarato Conte nell’annunciare un tavolo di filiera per il prossimo 21 febbraio a cui prenderanno parte per la prima volta anche i pastori della Sardegna. “Saranno allo studio delle misure per venire incontro alle loro richieste“, ha aggiunto il premier.

Felice Floris, leader del movimento degli allevatori in protesta da giorni, in seguito all’incontro con il premier e i ministri tenutosi all’aeroporto militare di Decimomannu ha dichiarato: “Siamo ancora lontani dal trovare una soluzione, nonostante il governo ci abbia ascoltati. Ci servono risposte in tempi brevi, perciò le proteste saranno più intense e numerose nei prossimi giorni: noi non molliamo“.

Tra le proposte avanzate durante il confronto per far fronte al problema delle eccedenze di prodotto, c’è quella di “spostare dal mercato 20 milioni di euro di pecorino romano, da destinare ai bisognosi in Italia, ma anche all’estero, per esempio in Africa“.

Anche Matteo Salvini è intervenuto sulla questione dichiarandosi “pronto a prendere il primo aereo per garantire l’ordine pubblico e il fatto che non ci siano eccessivi disagi per i sardi“. “Ritengo debba esserci un prezzo minimo del latte ovino fissato per legge, così come accade in altre filiere per evitare che ci sia qualcuno che specula“, ha aggiunto.

Continua intanto quella che è già stata ribattezzata come la “protesta del latte“, con segnalazioni di blocchi e sversamenti che proseguono in tutta la Sardegna. Ammonta a circa un milione di litri il latte già versato per strada, e i pastori sardi minacciano di spingersi oltre bloccando anche porti e aeroporti. Circa 12.000 gli allevamenti della Sardegna a rischio.