Trading on line: chiarimenti sull’aspetto fiscale!

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Chi nel corso di questi anni ha studiato e ha messo in pratica le tecniche del trading on line si è accorto che una delle cose più importanti per avere successo e non commettere passi falsi è sicuramente la formazione unita alla conoscenza.

Spesso infatti chi inizia questo percorso non  è pronto ad affrontarlo perché ancora ci sono tante cose che gli sfuggono:la parte economica, la parte fiscale(della quale parleremo approfonditamente nel corso dell’articolo)e anche la parte relativa alla scelta della piattaforma di trading ideale per le proprie esigenze.

Però per fortuna c è un alleato per gli inesperti e cioè Internet:per esempio vi è un sito che si chiama www.tradingiqoption.com  e che nasce per informare gli utenti su tutte le modalità e i vantaggi che avranno le persone che si iscriveranno a IQ Option.

Quindi questo sito lo possiamo considerare come una guida approfondita, che andrà a svelare tutti i segreti e le informazioni su una delle piattaforme di trading che, come i 27 milioni di iscritti testimoniano, è  una delle più apprezzate dai trader di tutto il mondo.

Ora però andiamo al dunque e approfondiamo tutti gli aspetti relativi alla fiscalità collegati al trading. Questo aspetto è assolutamente importante perché tante persone che non conoscono tutti i passaggi relativi al fisco e non riescono a trovare nessuna persona esperta in materia, hanno paura di iniziare un percorso con il trading on line e scottarsi con il fisco e l’Agenzia delle Entrate.

Trading on line e fiscalità:le tipologie di reddito e le aliquote applicabili

La prima cosa da chiarire è relativa ai tipi di reddito che possono essere generati dalla negoziazione di strumenti  finanziari  quali CFD, futures, EFT e altri. Ci riferiamo ai redditi di capitale e a quelli di natura finanziaria:i primi riguardano tutti quei profitti e proventi che hanno origine da quel rapporto che ha come conseguenza un impiego di capitale come le cedole e gli interessi.

I secondi invece sono collegati a tutti quei profitti che sono conseguenza dalla vendita di strumenti finanziari, che vengono in genere chiamati plusvalenze. In pratica quando si opera con il trading on line l’investitore andrà a speculare tra il prezzo di vendita e quello di acquisto di tutti gli strumenti resi disponibili dall’industria finanziaria.

Secondo il sistema fiscale quando si avrà un profitto di questo tipo, si andrà a ottenere un reddito di natura finanziaria:nel caso in cui invece si andrà ad ottenere un profitto dalla detenzione passiva di uno strumento finanziario andremo a parlare di redditi di capitale.

Per quanto riguarda le aliquote applicabili sulle rendite finanziarie  dobbiamo ricordare come prima cosa che nel corso degli anni hanno subito dei cambiamenti al rialzo fino a stabilizzarsi nel 2014 al 26 per cento per tutti gli strumenti finanziari, tranne che per i titoli di stato la cui tassazione è al 12.50.

Ma parliamo di aliquote legate alle partecipazioni non qualificate:invece quelle qualificate hanno ottenuto lo stesso trattamento fiscale nel 2018. Ora invece andiamo a parlare del regime fiscale che una persona può adottare in fase di investimento iniziale:ci sono due possibilità e cioè regime del risparmio amministrato e quello  della dichiarazione.

Andiamo a saperne di più!

Regime del risparmio amministrato e della dichiarazione:differenze

Nel caso del regime dichiarativo la persona dovrà obbligatoriamente presentare ogni anno la dichiarazione dei redditi. Con questa dichiarazione non solo si andranno a calcolare eventuali minusvalenze e plusvalenze fatte durante i 12 mesi fiscali ma si dichiareranno anche una serie di dati collegati agli strumenti finanziari che si possiedono.

Questi ultimi andranno inseriti all’interno del modello dei redditi:la persona che farà questa scelta subirà la tassazione subito dopo e quindi il vantaggio sarà quello di poter posticipare in maniera significativa il versamento delle imposte.

Nel caso del regime amministrato invece(che può essere richiesto espressamente dal contribuente)comporta un rapporto con l intermediario che andrà a fare da sostituto di imposta e da il vantaggio di poter avere l’anonimato visto che si sarà esclusi dal monitoraggio fiscale e soprattutto sarà l’intermediario ad occuparsi di tutti i calcoli e degli obblighi fiscali.

Difficile da dire qual è conveniente tra i due regimi:diciamo che il primo da vantaggi economici e il secondo da vantaggi di gestione fiscale.