Turchia: Erdogan prende di mira il teatro

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Il presidente Recep Tayyip Erdoğan
Il presidente Recep Tayyip Erdoğan

La situazione in Turchia continua a peggiorare di giorno in giorno e le ultime notizie che ci giungono certo non ci portano a sollevare un sospiro di sollievo. L’ennesima iniziativa che è stata presa a  discapito dei diritti umani dal governo turco torna a colpire la cultura: messa al bando del teatro straniero dai palchi.

La decisione  è stata presa il 28 agosto, sempre a causa del clima di tensione che si è venuto a creare dopo il golpe del 15 luglio. Erdogan ha detto: ” Bisogna rafforzare i sentimenti nazionali”. Così sui palcoscenici turchi non sarà più possibile recitare opere straniere o non in linea con gli scopi del governo. La Direzione Ufficiale delle imprese nazionali del teatro ha affermato che ciò è indispensabile in quanto si deve “contribuire all’integrità e all’unità di patria”.

Tra gli autori, cui opere non potranno essere interpretate, troviamo Shakespeare, il nostro Dario  Fo, Bertolt Brecht e Anton Cechov.

Ma già dal golpe il teatro era stato preso di mira con le purghe, che da allora continuano a colpire chiunque si mostri non favorevole alle azioni del governo. Basti pensare che il 4 agosto, da 20 associazioni culturali di Istanbul, era stata fatta una raccolta di firme per denunciare il clima di “caccia alle streghe” che c’era nel paese.

Già dai primi giorni in seguito al colpo di stato erano stati arrestati 1 regista e vari attori, accusati di appoggiare l’imam Gulen, acerrimo nemico di Erdogan; da allora sono stati licenziati attori, registi e addetti vari.

La stagione teatrale in Turchia quest’anno si aprirà in maniera diversa: il 4 ottobre, nei 65 teatri nazionali, verranno messe in scena 8 pièces teatrali rigorosamente turche.

Ma ciò non è una novità per il paese asiatico in quanto c’erano già state in precedenza tentativi di vietare delle opere, ma che erano sempre state fermate dall’opposizione, che ora si trova sempre di più in minoranza.

Si spera che questo sia solo un momento negativo per la Turchia, intanto, però le purghe continuano.