Vincolo: pronta la rivoluzione nella LND

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Vincolo: il giudice di Verbania l’annulla. Ora per i giovani tesserati della LND si apre un nuovo scenario. Sarà una nuova “Sentenza Bosman”?

 

Il calcio dilettantistico vicino alla rivoluzione? Potrebbe essere. Rivoluzione che arriva dalla sentenza di Verbania, confermata in Appello da Mauro D’Urso, del giudice Carlo Crapanzano sulla questione “vincolo”. Vincolo che impone ai giocatori minorenni di far parte di una società fino ai 25 anni.

Nello specifico il giudice ha ritenuto nullo il tesseramento firmato da un minorenne perché manca la firma del giudice tutelare. Questa sentenza modifica il regolamento e mette a rischio i premi di preparazione che le grandi società pagano alle società che hanno cresciuto il calciatore.

IL FATTO – Ma come mai si è giunti a questa clamorosa sentenza.  Il caso riguarda un ragazzino, minorenne, che nell’agosto 2011 firmò, con i genitori il “cartellino” per poter giocare nel campionato juniores. L’anno successivo la sua squadra, la Asd Virtus Villadossola, decise di non partecipare al campionato juniores e quindi tutti i calciatori che ne facevano parte nell’anno precedente, per poter giocare in altra squadra, dovevano “riscattare” il cartellino. Ai genitori per “svincolare” il giovane fu chiesto di pagare 1500 euro.

SENTENZA – La sentenza emessa da Crapanzano e confermata da D’Urso annullano questo “vincolo” che lega il minorenne, che ha dovuto cacciare per liberarsi 1500 euro, perché manca la firma di un giudice tutelare, anche se oltre al ragazzino hanno firmato i genitori e obbliga la società in questione, la Virtus Villadossola a restituire la somma versata dalla famiglia.

QUESTIONE VINCOLO – La questione sul “vincolo” è molto seguita in quest’ultimo periodo. Tant’è  che la trasmissione “Le Iene” [Guarda il servizio] di recente hanno trasmesso un servizio su questa grande battaglia che l’AIC (Associazione Italiana Calciatori) sta portando avanti. Anche nel calcio femminile la questione “vincolo” è molto importante perché sono tante le atlete che per non pagare smettono di giocare o a malincuore sono “costrette” ad essere vincolate con la società

Irene Severino ha vinto la sua battaglia contro il vincolo
Irene Severino ha vinto la sua battaglia contro il vincolo

“padrona” del cartellino.

In Campania, Irene Severino ha portato avanti una “guerra” per circa due anni, uscendo da VINCITRICE. Si perchè la giovane partenopea dopo tanta lotta è riuscita a liberarsi e tornare in campo per coltivare quel sogno che alcune persone stavano distruggendo.

Io stessa ho raccontato della grande forza di questa giocatrice partenopea in un articolo di Zerottonove, dello scorso Ottobre 2013 [leggi qui], dove Severino raccontava cosa provava ad essere “vincolata”: “È un “qualcosa” che ti manca, che ti toglie la libertà e il sorriso, ti toglie il senso di appartenenza per ciò che hai scelto di fare da quando eri piccola. Ti toglie la voglia di credere in un sogno che tanto speravi di realizzare, ti toglie l’emozione che solo una palla che rotola riesce a darti. Chi ha la mia stessa passione può capirmi. È una ferita ancora aperta”.

 

La sentenza di Verbania è una sorte di Sentenza Bosman del 1995, la quale diceva che i giocatori erano paragonati a dei lavoratori e alla scadenza del contratto(“vincolo”) erano liberi di accasarsi altrove a parametro zero.  Ora sarà cosi anche per il calcio giovanile? Per il momento si.

BELLOLI SULL’ANNULAMENTO DEL VINCOLO –  “La sentenza di Verbania è fortemente impattante per l’intero sport giovanile italiano. E a questo proposito – commenta il presidente della LND Belloli – chiederemo l’intervento del Coni così come, nello specifico della nostra disciplina, affronteremo la questione insieme alla Figc”.