WikiLeaks, il fondatore Julian Assange arrestato a Londra nell’ambasciata dell’Ecuador

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Julian Assange ( fonte Wikimedia Commons)

E’ di poco fa la notizia dell’arresto del fondatore di WikiLeaks Julian Assange, avvenuto presso l’ambasciata dell’Ecuador a Londra ove risiedeva ormai da sette anni. L’arresto è scattato non appena il presidente Lenin Moreno ha deciso di non prorogare l’asilo politico che sette anni fa era stato concesso al giornalista australiano.

Assange si trova attualmente in custodia alla stazione centrale di Scotland Yard e sarà presto condotto davanti ai magistrati, stando a quanto riferito dalla polizia londinese.

A seguito dell’arresto, l’organizzazione di WikiLeaks ha dichiarato tramite social: “L’Ecuador ha revocato illegalmente l’asilo politico concesso in precedenza a Julian Assange in violazione del diritto internazionale“. E’ stato l’ambasciatore a far entrare la polizia britannica all’interno della sede diplomatica“.

Secondo l’organizzazione, l’azione giudiziaria nasconderebbe in realtà l’intenzione degli inglesi di consegnare Assange agli Stati Uniti dove è nell’occhio del ciclone fin dal 2010 per la pubblicazione di molti documenti riservati e compromettenti per il governo Usa.

Sempre Wikileaks aveva accusato appena la scorsa settimana il presidente Moreno di aver già deciso di volersi liberare di Assange, facendo leva su presunte violazioni degli impegni presi in cambio della concessione dell’asilo. L’organizzazione prosegue suggerendo che Moreno volesse in realtà vendicarsi della recente divulgazione di documenti inerenti uno scandalo di corruzione e trasferimento di notevoli somme di denaro in paradisi fiscali nel quale sarebbero coinvolti lo stesso presidente e i suoi familiari.

Il ministro dell’Interno britannico Sajid Javid ha intanto dichiarato: “Voglio ringraziare l’ambasciata dell’Ecuador per la sua cooperazione e la polizia per la sua professionalità: nessuno è al di sopra della legge“.