Contagi in Campania in aumento, livello 1 dell’indice Rt

0
8 eruzioni cutanee, Franco Bonaguro, Report settimanale del Ministero della Salute, Agostino Miozzo, Forte numero asintomatici, La preoccupazione del CTS, Contagi in Campania, Ascierto ribadisce l'invito, Paolo Ascierto contrariato, Virus mai andato via, Immunità COVID, intervista del consigliere Ricciardi, Seconda ondata in arrivo, Emozione al Cotugno, Possibile seconda ondata in autunno, Margarita Del Val, Rialzamento della curva dei contagiContagi a livello globale
Virus, Fonte Pixabay, Autore Mattthewafflecat

Nelle scorse settimane la Campania è stata vittima di un aumento dei contagi. Specialmente in questi ultimi giorni di luglio. Infatti l’indice Rt sembra aver raggiunto il livello 1, facendo di conseguenza scattare l’allarme contagio.

I CASI – Con l’Rt si intende un indice di replicabilità. Ovvero quanti contagi può causare un singolo infetto. Ovviamente quindi più è alto e più è preoccupante, e quello della Regione Campania è in discreto aumento già da qualche giorno. Il numero esatto è 1,42.

Tuttavia bisogna specificare che non si tratta di un caso isolato rispetto al resto dell’Italia. Anzi semmai, l’indice Rt campano raggiunge e non supera altre regioni e città nelle stesse condizioni. Tra queste figurano Lazio con 1,04, Bolzano con 1,07, Trento con 1,34, Emilia Romagna con 1,08, Liguria con 1,25, Sicilia con 1,55, ed infine Veneto con il suo 1,66. Parliamo quindi a livello nazionale di un aumento dei nuovi casi del 23%, con ben 736 nuovi focolai.

DICHIARAZIONI DA UN ESPERTO ANONIMO – Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi, i contagi in Campania contano 7 nuovi casi (238 in tutto il Bel paese). Questo negli ultimi giorni, sui 2194 tamponi esaminati. I casi positivi si elevano quindi a 5016 cittadini italiani e zero decessi. Tutti numeri che indicano, in fin dei conti, più un rischio di trasmissione del virus che un vero e proprio contagio di massa. Cosa che dichiara anonimamente anche un autorevole clinico, esperto in materia.

«l’Rt è un indice drogato dal “denominatore”. Se i casi in assoluto sono pochi basta un cluster per farlo schizzare in alto. È un parametro di allerta che dice che il virus è ancora presente, che circola. Ma da solo non vuol dire nulla. In Campania si sta meglio, in questo momento riguardo al virus, che in Lombardia».