Conte profeta: “Non mi serve, non ha senso!”. Così Rebic finì al Milan

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Ante Rebic
Ante Rebic con la maglia della nazionale croata. Potrebbe presto approdare all'Inter. Foto Wikimedia Commons

Mai parole furono più profetiche di quelle espresse da Conte a chi gli chiedeva se uno come Ante Rebic potesse fare al caso della sua Inter a corto di punte. Il fatto, accaduto negli ultimi giorni dell’agosto scorso descrive un Conte irritato dal mancato approdo all’Inter di Edin Dzeko. La società le aveva provate tutte ma il bosniaco sembrava continuamente distratto da altro.

Si dice che proprio in occasione di un summit tra tecnico e società venne fuori il nome dell’ex Fiorentina al tempo messo in lista trasferimenti dal Francoforte. La reazione del neo coach nerazzurro fu furente. “Non ho bisogno di un numero ma di un tipo di giocatore ben preciso. Altrimenti, restiamo così. Siamo l’Inter, non servono toppe. Non ha senso”, parole che già tradivano il suo attaccamento al suo nuovo club e alla sua innata voglia di primeggiare.

L’epilogo lo conosciamo tutti. Dopo quella bocciatura senza mezzi termini la proprietà si buttò senza remore sul gigante belga a lungo corteggiato proprio dal tecnico già dai tempi del Chelsea. L’arrivo di Lukaku a Milano non fu certo a buon mercato ma a giudicare dai risultati sappiamo a chi dar ragione di tanta lungimiranza.

E Rebic? Beh, per lui si aprirono i cancelli dell’altra milanese in un’operazione perfezionata soltanto nelle ultime ore di calciomercato. Uno scambio di prestiti col rossonero Andrè Silva che a ben guardare non ha proprio segnato in positivo il cammino sportivo del Milan. Undici apparizioni ma per la miseria di soli 374 minuti giocati. Mai protagonista, mai qualcosa che ne giustifichi i tanti proclami precampionato. Da oggi L’Inter ha il suo indovino, il suo condottiero-vate.