Coronavirus, l’Università Tor Vergata di Roma ha sviluppato un cerotto che può ridurre la diffusione del virus

Un cerotto in grado di misurare la febbre e prevenire i contagi? Ora è possibile

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Foto Pixnio

Una cosa che accomuna tutti i governi del mondo nella lotta contro il Covid-19 è quella inerente alla prevenzione di ulteriori contagi, in attesa dei vaccini che possano mettere definitivamente la parola fine a questa pandemia. Purtroppo, però, non è affatto semplice poiché non tutti i cittadini sono ligi alle regole e spesso l’economia ne risente molto. Per questo motivo, diversi ingegneri ed equipe di scienziati si sono messi all’opera per sviluppare, grazie alla tecnologia, dei modi per arginare il contagio.

DALL’APP IMMUNI AL CEROTO PER MISURARE LA FEBBRE – Spesso la tecnologia viene in contro alle esigenze della popolazione. Quest’estate è stata la volta dell’app Immuni, in grado di tracciare chi è stato contagiato dal virus, il tutto mantenendo la privacy del cittadino che scaricava l’app sul proprio smartphone. Tuttavia, questo prodotto non ha riscosso molto successo seppur estremamente utile per monitorare la situazione contagi in Italia.

Questa volta, però, è entrato in gioco un nuovo metodo per prevenire la diffusione del virus tramite la misurazione della febbre. Da quando è apparso il Covid-19, sono stati installati nei negozi, nelle stazioni e in luoghi pubblici termoscanner, termocamere e altri dispositivi proprio per rilevare la temperatura corporea e impedire l’accesso laddove si dovessero raggiungere o superare i 37,5° C. Tuttavia, questi strumenti spesso non sono precisi poiché influenzati dall’ambiente circostante.

I ricercatori italiani, legati al progetto Second Skin supportato dalla Regione Lazio e da un team di ricerca guidato da scienziati dell’Università di Roma Tor Vergata, hanno sviluppato un piccolo cerotto con all’interno un sensore wireless, integrato a sua volta da una sonda per la misurazione corporea. Coordinati dal professor Gaetano Marrocco, il sensore è in grado di monitorare molti utenti nel giro di pochi secondi e con maggiore precisione rispetto ai termoscanner.

Nei test, condotti su alcuni volontari, è stato possibile notare come questi cerotti durino una settimana e siano totalmente estranei alle influenze dell’ambiente circostante, senza quindi perdita di efficacia dopo una doccia o un bagno, ad esempio. Il cerotto potrebbe essere utilizzato nelle aree comuni, luoghi pubblici, scuole e centri commerciali poiché ha un costo limitato, 1 euro a sensore. Secondo Marrocco e i suoi colleghi, questo cerotto potrebbe essere utile anche per il monitoraggio a distanza dei pazienti, perché il sensore invia segnali a un database online che può essere consultato dal medico curante.