Coronavirus: “Sputtanapoli”, la città viene presa di mira dai giornali e dalla televisione

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Napoli, Campania, fonte Pixabay
Napoli, Campania, fonte Pixabay

Nonostante si possa pensare il contrario, la coesione del paese sembra a rischio in questo periodo di emergenza sanitaria. A quanto pare il COVID-19 divide più di quanto si possa pensare, lo dimostrano le recenti vicende sui giornali e in TV.

NAPOLI NEL MIRINO – Non sono nuove le critiche al capoluogo campano, una pratica chiamata un tempo “sputtanapoli”, ma quelle più recenti sono particolarmente dure.

Da una parte vi è il piccolo schermo, il quale si è preso allegramente beffe del Professore/Dottore Paolo Ascierto. Questo perché aveva dichiarato quanto fossero promettenti i risultati ricavati dai pazienti trattati con il Tocilizumab, cosa subito denigrata dall’oncologo milanese Massimo Galli. Quest’ultimo infatti sostiene (giustamente) che tale procedimento è già all’opera in Cina, ma umiliando pesantemente il suo collega napoletano e il suo team. Un evento che ha ispirato alcune “gag” di Striscia La Notizia, che ha quindi buttato ulteriore olio sul fuoco.

TV E QUOTIDIANI ATTACCANO – A volte le critiche possono arrivare anche da qualcuno le cui radici provengono dalla città presa di mira. È questo il caso di Myrta Merlino, conduttrice de “L’aria che tira” su La7, che si dichiara sorpresa dei risultati ottenuti dal Cotugno. Non solo, anche le parole di Enrico Mentana non sono particolarmente elogianti: «A Napoli c’è anche un’eccellenza». Prendendosela in seguito con chi si sarebbe soffermato su “anche”, seppur la scelta delle parole conti sempre in qualsiasi contesto.

Ma ad alimentare l’odio tra regioni come già anticipato c’è anche la stampa. Il 3 aprile, infatti, Libero pubblica: «Quarantena alla napoletana! Ha ragione De Luca, ci vuole il lanciafiamme’’ con una foto in prima pagina che ritrae persone per le strade. Una situazione questa che invece di unificare l’Italia, la frammenta solo ulteriormente.