Decreto Dignità: casinò e siti scommesse ancora nell’incertezza tra messa in atto e posticipazioni

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Quello che agli inizi del 2018 veniva annunciato come il decreto che avrebbe sconvolto il mondo del gioco d’azzardo in Italia tarda tuttora, a distanza di oltre un anno, a rendersi effettivo nella sua totalità. Stiamo parlando del famigerato Decreto Dignità, proposto a suo tempo dal governo giallo verde e in primis dal Ministro Luigi Di Maio, che con il Movimento Cinque Stelle ne aveva fatto un cavallo di battaglia a fini propagandistici. Va detto che già durante i primi mesi, una prima parte delle regole previste da suddetto Decreto iniziarono ad essere applicate, per poi subire ripetute battute d’arresto tramutatesi in posticipazioni, probabilmente al fine di permettere alle società di investimenti e alle aziende coinvolte di regolarsi con i contratti stipulati per l’anno 2018. Fatto sta che la totale applicazione del Decreto Dignità stenta ad essere effettiva e ora si attende l’ultima deadline a cui la fatidica data è stata posticipata, luglio 2019.

Riguardo il mondo del gioco d’azzardo sono previste restrizioni su diversi aspetti della promozione del settore quali per esempio la messa al bando delle pubblicità di casinò e case di scommesse, siano questi luoghi fisici, siti internet di casinò online o applicazioni per smartphone. In principio era stata prevista la data ultima del primo di gennaio del 2019 per rescindere i contratti che le compagnie di gioco d’azzardo avevano stipulato a fini promozionali, come anteriormente menzionato questa data è stata poi posticipata.

I principali fornitori di giochi stanno passando mesi non facili dovuto a questi cambiamenti, sopratutto adesso che il mercato del gioco aveva riscontrato un incremento sostanziale riportato dai siti di casinò e di scommesse. Per coloro che fossero curiosi di conoscere i principali attori chiamati in causa, ecco una lista dei casino online nuovi su questa pagina .

Contrastare la ludopatia impedendo la pubblicità dei casinò

Tra le varie questioni presentate a voler spiegare il Decreto Dignità e la sua messa in atto, la più impattante è indubbiamente quella legata al sempre più incontrollabile fenomeno della ludopatia. L’Italia è uno dei paesi europei che più spende nel gioco d’azzardo, sia legale che illegale, si calcola che ogni anno le cifre spese dai giocatori italiani superino i venticinque miliardi di euro, a fronte di un incasso da parte dello Stato di poche centinaia di milioni, cifre pari a poco più dell’un per cento della cifra investita dai cittadini. Uno studio de L’Espresso stima che circa ottocentomila italiano siano affette da ludopatia, arrivando ad un rischio potenziale di quasi due milioni di persone in tutto il paese. Come si suol dire “piove sul bagnato”, lo stesso studio afferma che oltre la metà della persone affette da ludopatia sia in stato di disoccupazione.

Un altro problema piuttosto allarmante riguarda il mondo dei giovani. Il Cnr sostiene che oltre il cinquantotto per cento dei ragazzi pratichi il gioco d’azzardo, anche se minorenne. Del resto l’abbassamento dell’età in cui si scoprono i giochi d’azzardo si sta notevolmente abbassando, probabilmente a causa della diffusione dei cellulari di ultima generazione e la concomitanza con l’uscita di siti di casinò e applicazioni scaricabili su dispositivi Android e iOS. Se prima l’attività di prevenzione alla dipendenza dal gioco veniva proposta a partire dalle scuole superiori, ora sono sempre più i ragazzini che già alle elementari provano l’esperienza del gioco, ovviamente all’insaputa degli adulti.

Nella realtà dei fatti si può però intuire come l’entrata in vigore del Decreto Dignità voluto dal Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico sia soprattutto una mossa per arginare la propagazione di messaggi pubblicitari ai fini di promuove il gioco. Quindi in teoria dovrebbero cessare gli spot televisivi, le molteplici promozioni presenti su Internet e le famose sponsorizzazioni di eventi pubblici e di squadre sportive, a questo proposito molti sicuramente ricorderanno le principali squadre di calcio di Serie A e B con vistosi marchi di casinò o di siti di scommesse.

Il Deccreto Dignità a un anno di distanza

Agli inizi dell’estate 2019 la situazione riguardate l’entrata in vigore totale del Decretò Dignità sembra passata in secondo piano. Le iniziali posticipazioni prima al dicembre 2018 e poi direttamente al luglio del 2019 hanno fatto in modo da calmare le acque attorno alla questione o per meglio dire hanno fatto dimenticare all’opinione pubblica l’urgenza e la gravità della situazione. Addirittura c’è chi ipotizza un attrito tra Cinque Stelle e Lega i quali pareri sono notoriamente agli antipodi. Il concetto fondamentale su cui molti addetti ai lavori si interrogano riguarda la reale efficacia delle misure giuridiche proposte. Molte piccole realtà impegnate nel mondo dell’editoria, della comunicazione multimediale e della pubblicità hanno sempre avuto grandi interessi alle partnership con i casinò e le case di scommesse, grazie alle ingenti somme che questi colossi dell’azzardo hanno da sempre messo sul piatto, come a voler far dimenticare il rovescio della medaglia nel fregiarsi di un marchio non sempre condiviso ma indubbiamente molto lucrativo.

I riflettori restano quindi puntati sulle dichiarazioni del governo in vista dell’imminente deadline di luglio prossimo. Al momento la situazione appare incerta e non è ancora possibile azzardare stime sul reale scenario che si prospetterà sia per i grandi marchi impegnati nel settore di giochi e scommesse sia per tutto l’indotto da questi generato.