Affidi illeciti a Reggio Emilia, dall’inchiesta “Angeli e Demoni” alla riapertura di vecchi procedimenti

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Foto da maxpixel.net

Proseguono le indagini sui presunti affidi illeciti di minori nell’ambito dell’inchiesta “Angeli e Demoni” portata avanti dalla Procura di Reggio Emilia: potrebbero essere centinaia i bambini manipolati fino a raccontare di violenze in realtà mai subite da parte dei genitori e circa trenta il numero di adulti coinvolti nell’inchiesta. Psicologi, psicoterapeuti e personale dei servizi sociali che avrebbero contribuito a rendere i bambini vittime di pressioni e “lavaggi del cervello” per poi affidarli ad amici e conoscenti.

Stando all’ordinanza emessa dal gip, che ha confermato gli arresti domiciliari anche per il Sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, i terapeuti coinvolti avrebbero sottoposto i bambini a microimpulsi elettrici al fine di alterare i loro ricordi in prossimità delle udienze in tribunale, oltre ad esercitare forti pressioni psicologiche che si sarebbero spinte fino a imporre un orientamento sessuale ai minori affidati a coppie omosex.

L’elevato numero di bambini dati in affido, oltre cento, risulta da un documento contabile fornito congiuntamente alla richiesta di aumentare il budget a disposizione dei servizi sociali della Val d’Enza così da portarlo a circa 200.000 euro, una cifra ritenuta eccessivamente alta per quel territorio che ha dato il via agli accertamenti del caso.

Ed è proprio dai dati a supporto della richiesta di maggiori risorse finanziarie che è possibile estrapolare una visione d’insieme su quanto accaduto negli ultimi anni: nel 2015 i minori che risultavano in un struttura protetta o casa famiglia erano 18, saliti a 33 nel 2016, a 40 nel 2017, mentre ne risultavano 34 solo nei primi sei mesi del 2018. I bambini dati in affido erano del tutto assenti nel 2015 ma già nel 2016 diventano 104, mentre sono 110 nel 2017. Se ne registrano 92 nei primi sei mesi del 2018. Dai dati emergerebbe anche un aumento, nel corso degli anni, di minori presi in carico per presunti casi di violenza.

Mentre l’inchiesta “Angeli e Demoni” prosegue, emergono punti di contatto e nomi comuni relativamente a casi di presunti abusi e successivi affidi risalenti anche a 20 anni fa, come evidenziato da varie trasmissioni televisive e articoli di approfondimento. Stando alle ultime indiscrezioni, diversi procedimenti già archiviati potrebbero essere rivisti.

Increduli e sgomenti i residenti, che hanno già posto in essere varie manifestazioni pubbliche a sostegno dei diritti dei minori e delle loro famiglie chiedendo la punizione dei colpevoli e che simili casi non si ripetano mai più.