Elezioni Russe: Putin conquista la maggioranza assoluta

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Elezioni russe – I risultati delle legislative vedono ancora una volta vincitore il partito del presidente Vladimir Putin, Russia Unita, che ottiene la maggioranza assoluta dei 450 seggi della Duma, col 54,21% delle preferenze. Al secondo e al terzo posto si attestano, quasi a pari merito, il Partito Comunista, con il 13,54% dei voti e il Partito Liberal-Democratico col 13,28%. Riesce ad ottenere seggi anche Russia Giusta, che chiude con il 6,19% dei consensi. Fuori invece gli altri partiti di opposizione, che non sono riusciti a superare la soglia del 5%.

Si tratta di un buon risultato, l’affluenza non è stata alta, ma comunque positiva”, ha dichiarato il leader del Cremlino, ponendo poi l’accento sui problemi e le sfide future da risolvere.

E i dati che riguardano l’affluenza sono i più interessanti. L’agenzia di stampa russa Interfax parla del 47,84%. Si tratta di un forte calo rispetto alla precedente tornata elettorale del 2011, nella quale si recarono al voto il 60,2% degli aventi diritto.  E’ questo dato che forse più rispecchia il malcontento popolare, nei confronti di un’amministrazione che viene percepita come poco impegnata nella risoluzione dei problemi economici del paese. Il calo del prezzo del petrolio e delle materie prime ha portato ad un aumento della disoccupazione e le sanzioni applicate al paese dalla comunità internazionale, a causa della crisi ucraina, hanno fatto sentire il proprio peso sulla vita dei cittadini, che venivano invece da un periodo di crescita economica.

Queste elezioni sono servite anche da banco di prova per il nuovo sistema elettorale.  Si tratta di un sistema misto, che prevede l’elezione di metà dei deputati (225) con metodo proporzionale, prendendoli dalle liste di partito presentate in ogni distretto elettorale federale, e metà col metodo maggioritario (collegi uninominali). Tra i nuovi distretti elettorali esordisce anche quello della Crimea, la penisola ucraina annessa dalla Russia due anni e mezzo fa. Kiev ha chiesto alla comunità internazionale di non riconoscere i risultati provenienti dal territorio sottratto. Ed anche gli Stati Uniti, attraverso il portavoce del Dipartimento di Stato americano John Kirby, hanno reso noto che non riconosceranno come legittimo il risultato.

Un risultato che le opposizioni contestano, nonostante la nomina a capo della commissione elettorale di Ella Pamfilova (ex garante per i diritti umani). Proprio come nelle precedenti elezioni, si parla di brogli e sono stati pubblicati vari filmati (poi rimossi) in cui si vede che schede aggiuntive vengono inserite nelle urne.

Le prossime elezioni russe riguarderanno la scelta del presidente. Nel 2018 la Federazione sarà chiamata al voto per le presidenziali.