giovedì, Luglio 25, 2024
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Fase 2, Fondazione Gimbe richiama alla prudenza: «Rischio seconda ondata a inizio estate»

Il Presidente della fondazione Nino Cartabellotta sostiene che la riapertura su dati parziali aumenti il rischio di un nuovo picco imminente

La Fondazione Gimbe è un ente che da anni si occupa del monitoraggio dell’assistenza sanitaria attraverso azioni indipendenti di ricerca, formazione e informazione scientifica. Secondo un’ultima ricerca condotta, si è constatato come una prematura riapertura possa portare, se mal organizzata, ad una nuova ondata epidemiologica ad inizio estate.

In base ai dati forniti dalla fondazione sull’andamento del Covid-19 durante la settimana dal 7 al 13 maggio si è confermato un alleggerimento generale del carico degli ospedali (-3.597 ricoverati con sintomi) e delle terapie intensive (-440 ricoverati gravi), al pari di un rallentamento dei contagi (+7.647) e dei decessi (+1.422).

I numeri fanno senza dubbio ben sperare, e favoriscono la graduale ripresa di attività commerciali e servizi. Tuttavia, come suggerisce Nino Cartabellotta, Presidente della Gimbe: “Bisogna essere consapevoli che l’epidemia è ancora attiva e che in Italia si stimano 3-4 milioni di persone contagiate e che i soggetti asintomatici rappresentano una fonte certa di contagio”.

“Nel dibattito pubblico delle ultime settimane la vertiginosa rincorsa alle riaperture ha preso il sopravvento rispetto ad una scrupolosa programmazione sanitaria della fase 2 su cui non mancano criticità, aggiunge Cartabellotta, “a partire dall’assenza di una strategia di sistema ai problemi di approvvigionamento di mascherine e reagenti per i tamponi; dalla mancata applicazione di misure per spezzare la catena dei contagi alle autonome interpretazioni regionali delle evidenze scientifiche su test diagnostici e trattamenti”.

In base allo studio condotto dall’associazione in questione, inoltre, l’impatto dell’inizio della fase 2 sulla curva epidemiologica potrà essere analizzato solo tra il 18 maggio e la fine del mese: “Se lo scorso 8 maggio l’Istituto Superiore di Sanità ha reso noti i valori di Rt (indice di trasmissibilità dopo l’applicazione delle misure di contenimento n.d.r.) riferiti al 20 aprile domani potrà comunicare quelli riferiti al 27 aprile e solo tra due settimane conosceremo gli Rt conseguenti all’allentamento del 4 maggio”.

Dunque, se la predisposizione delle numerose riaperture dal 18 maggio si basa sull’attuale Rt e sui numeri attuali dei nuovi contagi giornalieri, quest’ultima potrebbe rivelarsi una mossa azzardata, dato che solo dalla prossima settimana potremo osservare effettivamente i numeri dell’impatto delle riaperture parziali avvenute a partire dal 4 maggio.

Sara Leombruno
Sara Leombruno
Sara Leombruno, 1997, nata a Giugliano in Campania (NA). Laureata in Lingue, lettere e culture dell'Europa e studentessa presso la Facoltà di Editoria e giornalismo all'Università di Verona.
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