Giovanni Ciacci a Pomeriggio 5: “Non ci sto! Io andrò avanti perché non si chiede scusa dopo aver sparato”

L'ex costumista ha replicato alle accuse mosse dal direttore Freccero e dichiara di voler continuare a procedere per vie legali.

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Dal profilo Instagram di Giovanni Ciacci

Da questa mattina sta circolando la notizia sull’indagine mossa contro Giovanni Ciacci, volto noto di Tv8 e opinionista di Barbara D’Urso. Come anticipato in un nostro precedente articolo, l’ex costumista ha dichiarato di voler querelare il direttore Carlo Freccero a seguito di alcune sue false dichiarazioni sull’indagine. Pare, infatti, che il direttore abbia scritto “già condannato”, ma in realtà l’indagine va avanti da 5 anni.

Questo suo lapsus ha mandato su tutte le furie Ciacci, il quale successivamente ha condiviso un post su Instagram rivelando di aver chiamato i suoi legali. Dopo un paio di ore è arrivata la rettifica di Freccero, il quale ha fatto mea culpa, ammettendo di aver sbagliato.

Tuttavia, la notizia ha fatto il giro d’Italia in pochissimo tempo e, dieci minuti prima di andare in onda con Pomeriggio Cinque, Barbara D’Urso è venuta a conoscenza di tutta questa storia. La conduttrice, infatti, ha esordito spiegando ai telespettatori di aver chiamato Ciacci per dargli la possibilità di replicare.

“È sconvolgente che tu sia indagato, io l’ho scoperto dieci minuti fa!” ha esordito Barbara D’Urso. “Questa mattina Freccero ha iniziato a dire ste cose. Io sono sempre stato tranquillo, pensa come posso stare!” ha risposto Ciacci. La D’Urso ha chiesto all’opinionista di raccontare brevemente la propria vicenda, così Giovanni Ciacci ha raccontato come sia finito indagato dai carabinieri.

“Sono indagato per ricettazione, ho avuto anche il telefono sotto controllo per due anni interi poiché all’epoca facevo il costumista e stavo preparando la commedia di Eduardo con Mariangela Melato, a cui avevo fatto un bellissimo vestito rosso di pizzo. Successivamente ho chiesto di poter portare questo vestito ad una mostra di Gattinoni poiché era il genere di abito che utilizzavano e quest’ultima era patrocinata dalla Rai. Dopo circa cinque anni mi è arrivata la chiamata in cui mi dicevano di essere indagato per ricettazione perché mancava la bolla di accompagnamento al vestito” racconta Giovanni Ciacci.

Dopo aver ascoltato la storia, la D’urso visibilmente colpita, spiega al suo opinionista che il direttore Freccero ha chiesto scusa pubblicamente per il lapsus. “Non si chiede scusa dopo aver sparato e comunque poteva farmi una telefonata!” ha tuonato Ciacci.

“Che messaggio passa? Che giornalisti ci sono in giro? Prima di sbattere il mostro in prima pagina, bisogna controllarle le notizie e informarsi! Un professionista queste cose deve saperle!” ha continuato l’opinionista. Barbara D’Urso ha cercato di calmarlo e gli ha chiesto se questo vestito, dopo la mostra, fosse sparito e come mai mancasse la bolla. “La bolla non c’è stata forse per una mia dimenticanza ma che sarà mai! Pagherò. Il vestito è sempre stato lì, non l’hanno rubato, non è mai sparito! Stiamo parlando di un abito da 100/150 euro ed è sempre stato alla mostra!” ha ammesso Ciacci deluso.

“Pensa Barbara, sono stato anche pedinato! Leggevano le mie conversazioni con mia sorella ma non hanno mai trovato niente! Penso ai soldi dei contribuenti, le intercettazioni si pagano. Di cosa parliamo?” incalza l’opinionista. Alla fine dell’intervista, dopo aver chiarito tutta la vicenda, Giovanni Ciacci ha rivolto un saluto alla madre, visibilmente preoccupata: “Voglio dire a mia mamma che sto bene, non la sento da questa mattina. Non ci sto! Io andrò avanti per vie legali! Non si chiede scusa dopo aver sparato!”.