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Guerra in Ucraina, vittima tra lo sport: morto l’allenatore delle giovanili dello Shaktar

Il 24 febbrario 2022, alle ore 04:00 del mattino, è iniziata l’invasione militare da parte delle truppe della Federazione Russa in territorio ucraino. Sono quasi passate due settimane da quel giorno: il conflitto è ancora tutt’ora in corso e sta mietendo vittime da una parte e dall’altra, sia civili che militari. Ad oggi le stime di quante persone hanno perso la vita è ancora incerto, vista la confusione che arieggia in Ucraina e nel Mondo.

Il mondo dello sport non sembra sfuggire da questo orrore: dopo la morte degli atleti ucraini Dima Martynenko e Vitalii Sapylo, due calciatori milianti in serie minori, recentemente un’altro sportivo del mondo del calcio ci ha lasciati. Si tratta di una personalità che lavorava nello Shaktar Donetsk , squadra importante sia a livello nazionale, che internazionale, viste le numerose partecipazioni in Champions ed Europa League.

Si tratta dell’allenatore delle giovanili dello Shaktar, più precisamente dei pulcini, come ha riferito direttore generale e ad Serhyi Palkin, a seguito di bombardamenti da parte dei russi: “Un nostro dipendente è stato ucciso ieri. Era un allenatore dei bambini, e un frammento di un proiettile lo ha ucciso. La Russia sta uccidendo gli ucraini, fermate questa follia! Non si può stare in silenzio, ognuno di voi sarà colpevole e responsabile dei reati commessi”.– condividendo anche foto di città ucraine distrutte e danneggiate.

Ricordiamo che la squadra dello Shaktar, viveva un’odissea già dal 2014, dopo la crisi del Donbass: infatti dopo la proclamazione dell’indipendeza della Repubblica di Doneck, e l’inizio del conflitto contro lo stato ucraino, che ha provocato anche grossi danni alla Donbass Arena (stadio di proprietà dei nero-arancio), la squadra ha giocato i propri match casalinghi a Leopoli e dalle stagioni successive a Charkiv.

Lo stesso mister della squadra ucraina, Roberto De Zerbi, che lo scorso anno allenava il Sassuolo, ha vissuto sulla sua pelle gli orrori della guerra. Con grande onore aveva deciso di non abbandonare i suoi colleghi e i suoi giocatori, nonostante i numerosi avvisi antecedenti al conflitto, da parte dell’ambasciata italiana di lasciare il paese. Rinchiuso dentro un hotel di Kiev, fortunatamente è riuscito a fuggire, dopo un viaggio di lunghe ore.

 

 

 

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