Ibrahimovic, la Champions nel mirino: un occasione per zittire gli scettici

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Al minuto 50 della sfida contro il Malmo, squadra a lui non proprio indifferente, Zlatan Ibrahimovic piazza la palla sul secondo palo come lui e pochi altri sanno fare, realizzando il punto del momentaneo 0-3. Il risultato finale sarà 0-5 per il Psg, in una gara dai contorni amichevoli per una squadra infinitamente superiore dal punto di vista tecnico. Un gol, quello dello svedese, che rappresenta una delle tante perle di un campione che con la Champions League, però, ha sempre avuto non pochi problemi. La sua carriera, fin qui, parla chiarissimo: 273 reti nei campionati nazionali, 47 in Champions League, 30 nelle coppe nazionali, per un totale di 350 reti. Numeri da capogiro, ma che fanno emergere un dato del quale la stragrande maggioranza degli sportivi di tutto il mondo non si capacita: il campione svedese è sempre stato abilissimo nel vincere qualsiasi campionato giocando da solo ( letteralmente ), ma la Champions rappresenta paradossalmente per lui un campo minato. Qualsiasi motivazione possibile e immaginabile, per uno abituato a far parlare di sè per il grande carisma, non è facilmente comprensibile. Gioca la massima competizione europea dal lontano 2002 e nelle fasi a gironi segna, trascina la squadra ma quando il gioco comincia a farsi duro dagli ottavi di finale in poi, il duro diventa puntualmente molle. Resta, forse, un’ ultimissima occasione: il suo Psg passeggia nel proprio girone e gli ottavi sono diventati una formalità in tempi molto brevi. Il campionato è una corsa solitaria, non esiste avversario capace di tener testa alla corazzata degli sceicchi e a maggior ragione, tutta la concentrazione va su quello che è inevitabilmente il reale obiettivo del club, per tutti i milioni spesi durante gli ultimi anni. Lo svedese ha l’ occasione di zittire qualsiasi ( lecita ) forma di scetticismo nei suoi confronti. Ma se vuole lasciare il segno nell’ albo dei grandi campioni di sempre, la Champions è un obbligo. E questo può essere l’ anno della verità. In piazza Malmo, nella serata di ieri, Ibrahimovic ha un pensiero gentile per tutti, affittando l’ intero spazio per invitare tutti i cittadini a seguire la propria squadra tramite un maxi schermo e a segure soprattutto lui. A Parigi confidano che tra non molti mesi, i tifosi possano avere lo stesso trattamento, affinchè assistano gioiosi al trionfo della propria squadra e di colui che indubbiamente ne è l’ icona. Per lasciare un segno indelebile, per evitare che in futuro venga definito un campione a metà.