Insigne, l’agente è in America. Corriere dello sport: Toronto su lui e Mertens

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Insigne
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Insigne e Mertens potrebbero lasciare Napoli per accasarsi in MLS, al Toronto. L’agente del capitano Partenopeo in missione

Vincenzo Pisacane, agente di Lorenzo Insigne, è in viaggio costante per l’America. Dietro questo continuo spostarsi, c’è sicuramente un fondo di interesse professionale. Ne parla il Corriere dello Sport, secondo cui ci sarebbero le sirene Statunitensi della MLS dietro alla missione dell’agente.

Le voci corrono, si sa, e l’ultima che è andata ingrossandosi coinvolge la MLS, questa volta Toronto, che si è messo in testa una strana idea: provarci con Insigne per imprimere il marchio Made in Italy all’interno del gruppo. Le tentazioni passano a due, in realtà, perché anche Mertens appartiene a quel progetto che vorrebbero allestire a Toronto, ma il tempo, che è pure galantuomo, abbonda e quindi si vedrà”.

Sulle orme di Giovinco

Toronto che non sarebbe una meta nuova per gli Italiani. Tanto bene in MLS ha fatto Giovinco, dove ha dato un apporto immenso alla squadra.

Intanto sempre dal Corriere dello sport rimbalza la notizia di un possibile nulla di fatto per Toronto. Il campionato in MLS inizia a Marzo e secondo D’Amico le offerte più papabili per il capitano Partenopeo arriverebbero dalla Premier League. Ecco le sue parole:

“Proprio per le sirene e le offerte che Insigne può avere in Italia o in Europa da club molto ricchi, per esempio Psg o Newcastle o Manchester United, escluderei la pista MLS. Non sono l’agente del giocatore, ho dato la mia opinione. Essendo in rapporti con MLS e Toronto posso dire che non è un loro obiettivo. Pisacane mi ha chiesto dove alloggiare a Toronto? No è un po’ che non lo sento. Insigne ha comprato casa? Non so, per le vicende private avrà il suo staff.

Gli americani potrebbero salvare il nostro calcio post Covid-19 mettendo soldi importanti. Mi piace l’appeal che l’Italia ha verso gli Stati Uniti. A volte noi italiani siamo troppo autocelebrativi ma abbiamo bisogno di strutture nuove e di organizzazioni nuove. L’America è più vicina di quanto pensiamo”.