Inter, devi dare fiducia a De Boer ancora un po’

Si fanno già i nomi dei suoi successori, ma un suo esonero sarebbe precoce

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La bufera in casa Inter è definitivamente scoppiata alla vigilia del delicato match di campionato contro la Juventus di domenica alle ore 18:00. Perdendo contro l’Hapoel Beer Sheva a San Siro per 0-2 la squadra di De Boer ha iniziato nel peggiore di modi la sua Europa League e ha attirato su di sé tutte le critiche di tifosi e media. Effettivamente ci sono pochi alibi vista la storica brutta figura (che ha avuto eco su tutti i giornali internazionali) ma adesso bisogna rialzare la china e provare a ripartire da zero una stagione, che è ancora tutta da giocare, partita davvero male e che solo la doppietta di Icardi a Pescara ha quantomeno addolcito.

IL SALVAGENTE – Le voci su un precoce addio di Frank De Boer sono molteplici e si fanno già i nomi dei successori e delle clausole contrattuali che permetterebbero all’Inter di liberarsi del tecnico olandese. Partiamo da quest’ultimo scenario. Secondo quanto riportato da SportMediaset infatti il gruppo Suning quando ad agosto contattò l’ex Ajax inserì nel suo triennale una clausola “salvagente” di rescissione unilaterale in cui l’Inter si assicurava la possibilità di interrompere subito il contratto pagando una buonuscita di 1.5 milioni di euro (non di certo una mossa di chi si fida ciecamente della persona che sta contrattando). Fiducia a parte, un buon modo per mettere le mani avanti che in fin dei conti non graverebbe troppo sui conti societari.

PRESTO PER I SUCCESSORI – I nomi dei successori vanno da Prandelli a Capello, entrambi secondo diverse fonti già contattati da Piero Ausilio per prendere in mano la squadra se le cose con De Boer dovessero precipitare (anche con una brutta sconfitta contro la Juventus per esempio), ma in ogni caso sarebbe presto per un esonero. Sembra quasi di rivedere la vicenda Gasperini che fu esonerato a settembre. Se l’Inter ha deciso di dare in mano la squadra a De Boer deve dargli più fiducia, anche a costo di perdere qualche partita in più, ma dargli almeno il tempo di dimostrare (anche in negativo) che almeno c’era la volontà di provarlo, altrimenti un suo esonero già in queste settimane significherebbe una sfiducia partita da subito. Discorsi tattici a parte la vera nota negativa che gli si può attribuire è la sua arrendevolezza: vederlo ieri seduto in panchina sullo 0-2 non è stato di certo incitante per una squadra che era comunque già morta, ma che mai come in questo momento ha bisogno di forti scossoni che un allenatore seduto in panchina non può dare; avrà anche lui da lavorare su questo.