La Cassazione “riabilita” Maradona: “Non era un evasore, l’obbligazione tributaria risulta estinta dal 2002”

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Diego Maradona con la maglia del Napoli dopo aver segnato un gol contro il Milan a maggio 1988. Foto Wikimedia Commons

Ha del clamoroso quanto statuito dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza del 20 ottobre 2020, depositata però solo stamani 11 marzo 2021 in cancelleria.

Difatti, grazie a una brillante intuizione del collegio difensivo composto dal prof. avv. Angelo Scala e dall’avv. Angelo Pisani, gli Ermellini riconoscono inequivocabilmente che Diego Armando Maradona non era debitore nei confronti del fisco italiano delle decine di milioni di euro pretesi dall’Agenzia dell’Entrate – Riscossione, in quanto il condono concesso alla SSC Napoli nel 2002 si estendeva senza dubbio anche nei confronti del Pibe De Oro (e chiaramente dei suoi eredi), così che gli stessi dovranno eventualmente pagare soltanto le somme non ricomprese nella cifra condonata, importi infinitesimali rispetto a quanto richiesto in precedenza.

Un contenzioso andato avanti per anni e terminato con un provvedimento che sicuramente restituisce onore e dignità alla memoria di Maradona, che da oggi in poi non potrà da nessuno essere etichettato come evasore fiscale.