Le varianti del gioco del poker e i segreti di ciascuna specialità

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Il poker è probabilmente il gioco di carte più famoso e diffuso al mondo. E questo non deve sorprenderci visto che parliamo di una tipologia di gioco che prevede un livello di abilità e strategia con cui solo pochi altri giochi possono competere. Quando si pensa al poker, la stragrande maggioranza delle persone immaginano subito e quasi esclusivamente una classica partita di Texas Hold’em. Stiamo parlando, in verità, di una delle varianti di questo gioco di carte, sicuramente la più diffusa, certamente quella che ha contribuito a rendere il poker il gioco di carte più popolare al mondo, ma non l’unica.

Esistono in verità oltre 50 varianti del gioco del poker. Tra le più giocate, oltre al Texas Hold’em, troviamo l’Omaha, il Razz, il Seven Card Stud e il Five Card Draw. Esistono anche varianti che combinano diversi giochi in una sola disciplina, come con l’HORSE e il 10 Game Mix. L’Omaha, ad esempio, è una delle tipologie di poker meno note al grande pubblico, seppur molto simile al Texas Hold’Em. Sostanzialmente, cambia il numero delle cosiddette “pocket card” che anziché essere due, in questa variante sono quattro. Cambiano le regole, cambia pure il modo di interfacciarsi con il gioco ed ecco perché assisteremo ad una diversa omaha poker strategia.

Vediamo allora quali sono le varianti del gioco del poker più diffuse e le loro metodologie di azione. Partiamo con l’analizzare la formula del poker più diffusa al mondo. Come detto, il Texas Hold’em è il portabandiera di questa disciplina. Grazie a questa variante, a cavallo tra gli anni novanta e l’inizio del nuovo millennio, il poker è passato dall’essere un gioco quasi elitaria a fenomeno di massa a livello globale. Milioni di persone in tutto il mondo giocano al Texas Hold’em e i migliori professionisti si sfidano a colpi di tornei di Texas Hold’em per primeggiare nelle classifiche del settore. La leggenda del poker, Mike Sexton, ha detto che per imparare a giocare a poker occorrono meno di cinque minuti, mentre per padroneggiare il gioco non basta una vita intera. Questo vale soprattutto per il Texas Hold’em, disciplina che ha poche e semplici regole. Bisogna fare il miglior punteggio con le cinque carte a disposizione (le due coperte “di mano” più quelle in comune scoperte sul tavolo). Esistono dieci possibili combinazioni di punteggio.

Ma come si svolge una azione di Texas Hold’em? Ogni giocatore riceve due carte coperte. A seconda del giro, due dei giocatori al tavolo verde piazzano i loro bui (piccolo e grande buio o small e big blind) e tutti i giocatori chiamati ad agire prima di questi (a sinistra del dealer o mazziere) hanno la possibilità di scommettere: i bui possono quindi fare call (o chiamare), rilanciare o passare. Se almeno due giocatori sono ancora in gioco dopo aver effettuato tutte le scommesse, vengono scoperte sul tavolo tre carte. L’azione di scommessa continua quindi segue la stessa procedura dello small e del big blind, con un massimo di ulteriori due carte comuni scoperte sul tavolo. Il vincitore della mano sarà colui che avrà il miglior punteggio o colui che sarà sopravvissuto al giro di scommesse. In caso di parità tra due o più giocatori, il “piatto” verrà diviso.

Dopo il Texas Hold’em, analizziamo la variante del Seven Card Stud. Anche qui parliamo di un gioco molto popolare. Lo scopo di questa tipologia di poker è quello di ottenere la migliore mano possibile con cinque carte da un totale di sette, usando la scala valori tradizionale delle mani (dove la scala reale è la migliore). Ogni giocatore ha l’obbligo di mettere nel piatto il cosiddetto “ante up” o pagamento all’invito. A inizio partita, ogni giocatore avrà in mano tre carte, due coperte e una scoperta. Seguono quindi cinque turni di puntate, con le stesse caratteristiche del Texas Hold’em. Se alla fine dei cinque giri di scommesse, vi saranno ancora giocatori in gioco, la partita terminerà con una resa dei conti finale. Il vincitore sarà colui che avrà realizzato il miglior punteggio con con cinque carte sul totale delle disponibili in gioco.

Esiste poi la variante “tradizionale” del poker che in gergo si chiama “Five Card Draw”. Da più parti considerata la variante più difficile da apprendere, quella del poker tradizionale è in realtà la più comune. In questo caso i giocatori devono scegliere di sostituire le loro carte pescandone di nuove, aggiungendo così al gioco un livello decisionale che non è possibile trovare nel Texas Hold’em ad esempio. Questa tipologia di gioco richiede molta pazienza e tanta forza di volontà (oltre a molta pratica).

Ecco perché, a conti fatti, il poker tradizionale può essere considerato come la variante più semplice da padroneggiare e costituisce inoltre la base per tutti i video poker presenti nei vari casinò del mondo o nelle sale da gioco virtuali presenti in internet. Come funziona? A tutti i giocatori viene distribuita una serie completa di cinque carte, tutte coperte, all’inizio del gioco. I giocatori hanno quindi l’opportunità di scegliere quali carte tenere e quali “scartare”. Quindi ogni singolo giocatore, a turno, può scegliere di sostituire da una a cinque carte. Come per le altri varianti, anche nel poker tradizionale esiste il piccolo e il grande buio e le scommesse iniziano alla sinistra del mazziere. Il resto dell’azione è molto simile alle altre varianti, con il punteggio delle mani nel poker tradizionale a cinque carte che seguirà la gerarchia di valori secondo cui il valore più alto in assoluto sarà quello della scala reale.