Modena, adesso Milena può costruirsi una vita

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Ha 26 anni, gli amici la chiamavano Milena, ma la maggior parte delle persone fino a poco tempo fa la conosceva come Francesco Bargiacchi. Da adesso, invece, tutti la possono conoscere come Milena. Il Tribunale di Modena ha concesso alla  ragazza la riattribuzione del sesso senza aver subito un intervento chirurgico. E’ la prima volta che in Emilia Romagna viene emessa una sentenza del genere, un passo importantissimo per il rispetto dei diritti di ogni individuo. «L’identità di genere diventa così un pieno diritto. Tutte le persone trans a cui era stato negato potranno cambiare i propri documenti e poi scegliere, liberamente, se operarsi oppure no. Ho già depositato una ventina di sentenze anche al tribunale di Bologna».A dare una svolta in questa direzione è stata la Consulta, che lo scorso 5 novembre ha messo la parola fine alla libertà di interpretazione della legge 164 del 1982 in materia di riattribuzione del sesso. Il percorso giudiziario che Milena ha dovuto affrontare non è stato semplice: dal 2012 sono incominciate visite, perizie psichiatriche ed esami. Difficoltà che per la giovane transessuale non sono niente in confronto ai disagi della vita quotidiana; ogni volta che doveva esibire la patente o il documento di identità sentiva di sottoporsi a un coming out forzato, di raccontare la sua storia a persone che non conosceva. Proprio per questo motivo, Milena ha deciso di iscriversi all’università di Bologna, dove è possibile avere un doppio libretto universitario.  Milena non è stata sola in questa sfida, accanto a lei c’è sempre stato il sostegno dei genitori:«Senza il loro aiuto non sarei arrivata dove sono arrivata oggi. Non sarei mai potuta andare avanti,  anche dal punto di vista economico, questo percorso è stato lungo e costoso. Questa sentenza la dedico a loro».