Moggi al veleno contro Galliani: “Voleva fregare la Juventus, ecco cosa fece”

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Intervistato da Libero l’ex dirigente della Juventus Luciano Moggi ha parlato della questione relativa ai contatti tra Agnelli e i clan, soffermandosi poi sul rapporto non ottimale con Galliani e sul tema del closing. Ecco le sue parole:

Sulla Juventus“Quando uno è il più forte dà fastidio a tutti, stanno cercando di incastrare la Juve come undici anni fa. Ma se stavolta toccano la Juve è la fine per il calcio italiano, basta vedere cosa è successo dopo Calciopoli: due volte fuori dal Mondiale e in Europa facciamo ridere”.

Sul Milan “L’inchiesta di Calciopoli non ha accertato frodi su partite della Juve. Assolti tutti gli arbitri tranne De Sanctis e Racalbuto. Al primo ricordo una telefonata di Meani, addetto agli arbitri del Milan, per chiedergli di non ammonire Nesta e Seedorf per non fargli saltare la sfida con la Juve. Il giorno dopo fu De Sanctis a telefonare per farsi fare i complimenti. Giraudo pensava che Galliani fosse un amico, io non me la sono mai bevuta. Ha tirato a fregarmi anche quando è morto il Papa. Ha fatto slittare il campionato di un giorno, ma sperava di farlo slittare di una settimana per recuperare tutti gli infortunati. Per non parlare di quando era a capo della Lega: la Juve giocava il mercoledì in Champions e poi il sabato. Il Milan giocava il martedì in Champions e poi la domenica. Donnarumma somiglia molto a Buffon, che ho portato io alla Juve da ragazzino. Diventerà un grandissimo portiere, ma è giovane e come può salvarti le partite può fartele perdere con errori di inesperienza. Berlusconi è stato il più grande presidente della storia del calcio, ma aveva il difetto di interferire troppo con gli allenatori. Pare sia riuscito a vendere, ma doveva vendere prima, quando i figli maggiori hanno fatto pressioni e non poteva fare più nulla per il Milan. Poi con la figlia Barbara è entrato in confusione. Era un modo per far fuori Galliani, ma non l’ha portato fino in fondo. Penso che Yonghong Li voglia comprare e che ora l’affare vada in porto”.