Morte Maradona, secondo le indagini non fu Luque ad operarlo: i dettagli

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Diego Armando Maradona fonte foto: Di Armando Tovar from Mexico City, MX - Maradona, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2163720

Ormai son passati parecchi giorni dalla triste e prematura morte di Diego Armando Maradona, eppure vi è ancora molta strada da percorrere per arrivare alla verità. Ogni giorno che passa esce qualcosa di nuovo riguardo all’accaduto, avvenuto in circostanze tuttora misteriose.

Le ultime notizie riguardo alle indagini che si stanno svolgendo in questi giorni in Argentina sono state raccolte da Repubblica. Secondo quanto si apprende, clamorosamente non sarebbe stato il dottor Leopoldo Luque ad operare Maradona il 3 novembre.

Per gli inquirenti infatti, il medico personale del Pibe è voluto passare per l’eroe della situazione, dichiarando però il falso. Quel giorno infatti Luque era sì in sala operatorio, ma non ha rimosso lui l’ematoma subdurale dal cervello dell’ex calciatore.

Un particolare non di poco conto che continua a gettare ombre sull’intera faccenda. La cosa più grave è che, a quanto filtra, dopo l’operazione nessuno si sia preoccupato più di tanto delle condizioni del D10S. Per i magistrati non vi è stato alcun controllo sullo stato di salute del paziente, dimesso in maniera frettoloso e superficiale.

Maradona era certamente un ‘paziente difficile’ da questo punto di vista, ma gli ultimi giorni testimoniano come sia stato abbandonato alla sua malattia, nella sua abitazione che certamente non era adatta ad una cura vera e propria. La sola assunzione di psicofarmaci non è ovviamente bastata, anzi. Maradona di certo non andava dimesso dall’ospedale a cuor così leggero, questo è ciò che traspare dalle indagini attualmente in corso.