Napoli, senti Mexes: “Quando giocavamo al San Paolo ce la facevamo sotto”

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Tifosi allo stadio, Riapertura degli stadi
Stadio San Paolo, Fonte Wikipedia

Phillippe Mexes, ex calciatore di Roma e Milan, è intervenuto nelle ultime ore ai microfoni di Radio Marte, nel corso della trasmissione “Si gonfia la rete”. Oggetto delle sue dichiarazioni è stato soprattutto il suo rapporto con l’attuale tecnico del Napoli Luciano Spalletti, con cui in carriera ha condiviso l’avventura giallorossa. Ecco le sue parole.

Spalletti? Gli devo tanto. Non so cosa sia successo quando è tornato a Roma, non è mai semplice perché doveva riconquistare e fare tutto, ha avuto problemi con Totti. Ma quando è arrivato all’inizio non aveva un effettivo incredibile, noi dietro facevamo il massimo per Totti e De Rossi, volevamo riconquistare il nostro pubblico con un bel gioco. Nessuno si aspettava nulla ma lui ci ha aiutato tanto, a me, a Perrotta, Tonetti, Cassetti, lo stesso De Rossi”.

Napoli da Scudetto? Non dipende solo da lui, magari! Ci sono i giocatori, c’è lo staff a cui lui tiene molto. Se i giocatori sentono quello che chiede è più semplice per lui ma ovviamente non va lui sul campo. Attacchiamo sempre l’allenatore ed è vero che conta ma chi va sul campo deve dare qualcosa in più, pensare al gruppo e alle richieste del tecnico. Noi pensavamo alla performance e non a fare da soli, lo spirito conta. Sono cambiati anche i tempi, ho smesso anche per quello: non mi divertivo più, non sentivo la passione”.

Da quanto non sento Spalletti? Sentivo più spesso Baldini, Spalletti l’ho sentito una volta ma non ho più avuto notizie. Se mi chiamasse Spalletti per entrare nel suo staff? Koulibaly darebbe una sveglia pure a me!”.

Un messaggio per Spalletti? Non deve avere dubbi su sé stesso perché è un grande allenatore. Ha scelto piazze pesanti, deve stare sempre in campo con passione, lasciasse fuori quello che è extra calcio. In passato ne ha sofferto, ogni volta prendi una botta e non è semplice reagire. Napoli? Quando andavamo a giocare lì ci cagavamo addosso! Ma anche questo è il bello del calcio”.