Time’s Up: 300 donne contro le molestie sessuali

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Time's up, Fonte Foto: Screenshot

Il nuovo anno di certo non ci ha permesso di dimenticare e di lottare contro le molestie sessuali. Dopo il caso Weinstein. Hollywood si è mobilitata per dare sostegno e conforto. Dal movimento #MeToo a Time’s up.

Molte donne dello spettacolo si sono mosse per prevedere un fondo per il sostegno legale a donne e uomini molestati sessualmente sul lavoro. Questa iniziativa ha preso il nome di Time’s up, ossia «Tempo scaduto».

All’iniziativa hanno aderito attrici, produttrici, ma anche scrittrici e avvocatesse. In tutto, Time’s up, conta di Trecento donne. Le donne che hanno aderito sono tutte determinate a dire basta agli abusi e alle molestie nel mondo.

Il primo gennaio 2018, per Hollywood è stato il giorno di una nuova lotta. Sul New York Times e su La Opinión, le donne più note d’America con una lettera aperta hanno lanciato Time’s Up. E molte attrici hanno pubblicato messaggi sui loro social.

Selena Gomez, sul suo profilo instagram esordisce così. “È tempo di spostare l’equilibrio sul posto di lavoro, dal rappresentare i pochi a rappresentarci tutti.”

Una “chiamata alle armi”, scrive via Twitter l’attrice Amber Tamblyn rivolgendosi alle sue sorelle.

Tutte hanno pubblicato sui propri social i tre punti cardine su cui si basa Time’s Up. Molte attrici come: Nina Dobrev, Blake Lively, Phoebe Tonkin e molte altre hanno mostrato solidarietà con il progetto.

L’associazione conta del sostegno di: Shonda Rhymes, Ashley Judd, Eva Longoria, Natalie Portman, Rashida Jones, Emma Stone, Kerry Washington and Reese Witherspoon.

In poche ore sono stati già raccolti circa 13 milioni di dollari. Inoltre, il movimento, ha chiesto alle donne che parteciperanno ai Golden Globe di vestirsi di nero per sensibilizzare l’opinione pubblica. Tra i suoi finanziatori ci sono anche Meryl Streep e Steven Spielberg.

Dear sisters, “care sorelle”, inizia così il messaggio diretto a tutte le donne. È finito il tempo del silenzio, dell’attesa, della tolleranza verso gli abusi, la discriminazione e delle molestie sessuali.