#VesuvioBrucia: bufale e verità sul Vesuvio in fiamme

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Vesuvio fonte foto: Di Mentnafunangann - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=34848949
Vesuvio fonte foto: Di Mentnafunangann - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=34848949

Davvero sono stati lanciati i gatti per incendiare il Vesuvio? Davvero il Parco Nazionale è un’area dove non si può costruire? È vero che l’incendio è stato doloso? Abbiamo fatto un fact checking sulle notizie che sono circolate sul Vesuvio in fiamme, dando risposte ufficiali limitando al minimo le opinioni personali.

È vero che sono stati bruciati gatti per ardere in fiamme il Vesuvio? Secondo ilmattino.it, “chi ha agito conosce bene quella montagna (il Vesuvio, nda), s’è inoltrato nei boschi e per rendere più difficile l’intervento dei vigili del fuoco, ha utilizzato animali, probabilmente gatti, povere vittime da sacrificare: cosparsi di benzina e dati alle fiamme, nelle loro disperata e inutile fuga hanno raggiunto la boscaglia più fitta dov’è impossibile intervenire con rapidità quando scoppia un incendio.“. Una tesi, però, smentita dal Corriere della Sera che parla apertamente di “fake news” che scrive: “Il Corriere ha verificato la notizia. Contattando la Forestale. Che ha smentito. Si tratta dunque di una news priva di fondamento. I roghi in Campania sono tutti di origine dolosa, come abbiamo scritto. Ma secondo le nostre fonti gli animali non c’entrano”. Anche il Garante degli animali di Napoli, Stella Cervasio, sostiene che “non risulta a nessuno degli inquirenti che stanno svolgendo le indagini una simile atrocità“.

È vero che sul Vesuvio non si può costruire? Sì e no. L’articolo 5 della L.R. 10 dicembre 2003 n. 21, all’epoca il Governatore della Campania era Antonio Bassolino, che (articolo 1) “si applica ai comuni rientranti nella zona rossa ad alto rischio vulcanico della pianificazione nazionale d’emergenza dell’area vesuviana del dipartimento della protezione civile – prefettura di Napoli – osservatorio vesuviano” diceva, testualmente, “nei comuni individuati all’articolo 1 (appunto, quelli dell’area vesuviana, nda) è vietato il rilascio di titoli edilizi abilitanti la realizzazione di interventi finalizzati all’incremento dell’edilizia residenziale”, a meno che (comma 2), non si effettuino “adeguamenti funzionali e di natura igienicosanitaria degli immobili esistenti”. Nel 2011, con Legge regionale n.1 del 5 gennaio (governatore Stefano Caldoro), l’emendamento dell’on. Paola Raia (PdL), al comma 2 dell’articolo 5 della legge del 2003, aggiunge “nonché gli interventi di ristrutturazione edilizia, anche mediante demolizione e ricostruzione in altro sito, in coerenza con le previsioni urbanistiche vigenti, a condizione che almeno il cinquanta per cento della volumetria originaria dell’immobile sia destinata ad uso diverso dalla residenza”.

È vero, come dice Roberto Saviano, che “i terreni che potrebbero essere destinati a edilizia, se arsi, restano bloccati per 15 anni“? Sì, è vero. L’articolo 10 della Legge 21 novembre 2000, n. 35 “Legge-quadro in materia di incendi boschivi“, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 280 del 30 novembre 2000, dice, testualmente, che “le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni (…). È inoltre vietata per dieci anni, sui predetti soprassuoli, la realizzazione di edifici nonché di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive, fatti salvi i casi in cui per detta realizzazione sia stata già rilasciata, in data precedente l’incendio e sulla base degli strumenti urbanistici vigenti a tale data, la relativa autorizzazione o concessione“.

È vero che il Parco Nazionale è andato completamente distrutto? I danni si possono contare soltanto quando l’incendio sarà domato. C’è chi parla di 70 ettari bruciati, chi 100, e chi addirittura dice che il parco non c’è più.

È vero che sono già stati presi dei piromani? Sì, un piromane in flagranza di reato. 

È vero che l’incendio è di natura dolosa? Non parliamo di autocombustione, perché mi viene il voltastomaco. Questi incendi sono tutti dolosi“. A dirlo, è Sergio Costa, il generale che in Campania comanda i Carabinieri forestali. E noi gli crediamo.