Zlatan Ibrahimovic, intervista a Radio Deejay: “Quello che sono oggi è la conseguenza di quello che ho passato. Ecco come ho conosciuto mia moglie”

Il calciatore ha rilasciato una lunga intervista a Radio Deejay e ha parlato del suo nuovo libro

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Zlatan Ibrahimovic, Fonte Wikipedia
Zlatan Ibrahimovic, Fonte Wikipedia

Zlatan Ibrahimovic, noto calciatore ora di proprietà del Milan, ha rilasciato una lunga intervista a Radio Deejay (programma: Deejay Chiama Italia) in cui spiega cosa troveremo nel suo nuovo libro: Adrenalina, sottotitolo My untold stories. L’attaccante dei rossoneri ha raccontato a Linus e Nicola Savino alcuni aneddoti della sua vita personale e della sua carriera.

Un grande talento

Durante l’intervista, il calciatore ha spiegato come preservare il suo talento e longevità nel mondo del calcio. Ibra ha dichiarato che è tutta una questione di mentalità, bisogna sempre essere concentrati e fare grandi sacrifici per affermarsi. Infatti, dopo l’infortunio nel 2017 in molti pensavano che non sarebbe tornato mai più a giocare: “È tutta una questione di mentalità. Quando mi sono infortunato, tutti hanno già giudicato la mia carriera finita e mi hanno detto che non sarei mai tornato. Nella mia carriera, sentire queste cose mi ha sempre caricato, è come mettere benzina sul fuoco. Mi sono messo come obiettivo tornare. Nella testa avevo solo di tornare forte e giocare. Poi non si sapeva come sarebbe andata, ma è andata bene”.

Il calciatore, inoltre, ha spiegato il suo rapporto con i colleghi, in particolar modo i difensori. Ovviamente, l’uomo ha dichiarato di essere in qualche modo maturato nel corso del tempo: “Oggi il mio rapporto con i difensori è tranquillo, prima era più una bomba. Non si sapeva cosa sarebbe successo, se avrei perso la pazienza o avrei mantenuto la calma. Ora sono più maturo. Tengo la temperatura più bassa. Oggi i difensori hanno molto più rispetto per me. Prima c’erano altri tipi di difensori, mi puntavano, mi attaccavano… oggi aspettano un po’. Non sanno cosa aspettarsi da me. Alcuni difensori della vecchia generazione, come Chiellini, mi riportano indietro di qualche anno. Mi piace quando c’è un po’ di guerra, mi fa sentire vivo. Ma poi c’è tanto rispetto”.

La vita privata del calciatore: “Ecco come ho conosciuto mia moglie Helena”

Zlatan Ibrahimovic ha dapprima scritto un libro, Io Ibra, e in seguito è uscito il suo film I Am Zlatan. Per l’occasione, il calciatore ha spiegato di essere figlio di immigrati, un passato molto complesso fatto di adattamento e socializzazione. “Tutto quello che ho passato ha avuto una conseguenza e mi ha costruito in quello che sono oggi. Non avevo alternative, se avessi scelto altre strade. Mi concentravo sul calcio e volevo il calcio a tutti i costi. Poi era una situazione particolare in Svezia: mi vedevano come straniero e non come svedese, questo mi dava la forza di fare ancora di più e dimostrare ancora di più. Secondo me non è come dicono sempre: non è solo talento, ma se hai voglia e credi in te stesso puoi diventare quello che vuoi” ha spiegato l’attaccante.

Come ha conosciuto sua moglie Helena Seger? “Lei ha dieci anni in più di me. Ci siamo conosciuti perché l’ho bloccata con la Ferrari. Ho parcheggiato in doppia fila davanti alla sua automobile. Poi quando le ho chiesto il numero, la prima volta in cui le ho scritto, invece di scrivere Ibrahimovic ho firmato il messaggio come “Ferrari rossa”. Però è andata bene, sono felice” ha concluso.

Il consiglio ai genitori e ai ragazzi

Il calciatore ha voluto inoltre mandare un messaggio ai genitori e a tutti i ragazzi che sognano di diventare calciatori: “Un ragazzo deve continuare fino a che si diverte nel giocare e nell’allenarsi. E i parenti non devono mettere tanta pressione, nelle nuove generazioni lo fanno troppo. Dopo ottengono un effetto contrario per i giovani, che non vogliono più giocare perché iniziano a farlo per mamma o papà, non più per loro stessi. A me nessuno ha messo pressione”.