Bari, neonata morta a tre mesi: la procura indaga sulla famiglia

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L'ospedale pediatrico Giovanni XXIII
L'ospedale pediatrico Giovanni XXIII

Non ha potuto neanche abituarsi a stare al mondo che la morte l’ha portata via. Aveva tre mesi e alcune difficoltà respiratorie. A toglierle la vita, però, non è stata la malattia, ma la mano di qualcuno. Per la Procura di Bari la piccola è vittima di un omicidio volontario e i sospetti degli inquirenti si concentrano in ambito familiare.  Soprattutto nei confronti del padre 29, attualmente in carcere per aver abusato della figlia di un’amica di famiglia.

La bambina è morta il 13 febbraio scorso nel reparto di pediatria dell’ospedale Giovanni XXIII di Bari. A segnalare ai carabinieri la morte sospetta furono gli stessi medici che avevano avuto in cura la piccola. Fin dall’inizio le indagini della magistratura, coordinati dal pm Simona Filoni e delegati ai carabinieri, si sono subito indirizzate verso la famiglia della vittima. Inizialmente le accuse erano per omicidio colposo. Poi, nel corso delle indagini, la procura ha incominciato a sospettare che qualcuno abbia potuto desiderare la morte della bambina. Da omicidio colposo l’ipotesi di reato è diventata omicidio volontario.

Ad essere nel mirino della Procura è il padre della vittima, un 29enne che abita in provincia: indagando gli inquirenti hanno scoperto che l’uomo ha abusato della figlia 14enne di un’amica di famiglia. Dopo aver raccolto le testimoniante, l’uomo è stato arrestato. L’abuso è avvenuto proprio in quei giorni in cui la sua bambina, invece, era ricoverata in ospedale. La casa, infatti, era vuota e con la scusa di fare le pulizie, il 29enne ha attirato in casa la 14enne, «approfittando della totale fiducia riposta dalla ragazza in lui – spiega la Procura – e della amicizia che legava la madre della stessa alla convivente dell’arrestato». Poi l’ha fatta accomodare sul letto e, mentre la ragazza era distratta al cellulare, l’uomo l’ha aggredita. Le porte e le finestre erano sbarrate, la 14enne non aveva nessun modo per scappare o per chiedere aiuto.

Dopo la denuncia, prima di essere arrestato, l’uomo è stato ascoltato dal gip Roberto Oliveri del Castillo ed ha esposto la sua versione dei fatti. Intanto, mente il padre è in carcere, le indagini proseguono senza sosta e nel massimo riserbo. La piccola chiede ancora giustizia.