Casinò italiani, ormai pochissimi: il pubblico si sposta sul web

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Il 27 luglio 2018 è la data in cui ufficialmente anche il Casinò di Campione d’Italia, nel Canton Ticino svizzero sul Lago di Lugano, è fallito e ha chiuso definitivamente. Si tratta dell’ultima chiusura che lascia all’Italia un numero di casinò ormai ridotto all’osso. Oggi infatti si contano solamente tre casinò in Italia e sono peraltro tutti ubicati al Nord, il che significa che sono costretti, oltretutto, a spartirsi il pubblico dei giocatori, peggiorando ancora di più la loro situazione.
La distribuzione geografica dei casinò tradizionali, associata alla comodità e alla praticità del web, tuttavia, sembrano quindi ormai portare il pubblico ad abbandonare il vecchio casinò tradizionale. In compenso i nuovi casinò italiani che aprono online sono innumerevoli vista l’alta richiesta: un esempio che spicca in questo panorama è Starvegas. Il bonus di Starvegas per provare il servizio ed i giochi ha conquistato tanti, cosicché si tratta oggi di uno dei casinò online più rinomati.

Dobbiamo dire addio al casinò tradizionale?

I casinò su territorio italiano sono oggi tre: si tratta dei casinò di Sanremo, Venezia, Saint Vincent. La crisi economica, d’altronde, ha colpito tutte le aziende e queste società lo sono a pieni titoli. I costi del mantenimento di questi luoghi dall’etereo lusso, con molto personale e orari di apertura ampi sono piuttosto elevati e a quanto pare le entrate arrivano a malapena a coprirli.
Questo nonostante il tentativo di rilanciare i casinò con eventi, spettacoli, tornei per attirare la clientela, molte volte costituita da turisti o da frequentatori d’occasione. Abbassare lo standard qualitativo è difficile perché significa non rispondere più a quello che il pubblico si aspetta da questi luoghi, di conseguenza a farne le spese è il numero di dipendenti.
Guardando i conti pare che Sanremo nel 2018 abbia perso rispetto all’anno precedente il 6,6%, Venezia il 9,8% e Saint Vincent ben il 9,9%: anche se la speranza è ovviamente l’ultima a morire, la prospettiva non pare essere migliore per questo 2019.

Il successo dei casinò online

Se i casinò tradizionali sembrano avere le ore contate, quelli digitali sul web sembrano procedere imperterriti nella loro scalata al successo, nonostante i divieti pubblicitari e le limitazioni introdotte dal nuovo governo. I nuovi casinò online infatti, come anticipato, sono diversi e sembrano essere tutt’altro che in crisi. Qual è il segreto? Di fatto alla base del successo dei casinò virtuali c’è la comodità: giocare quando si vuole da dove si desidera, grazie all’uso di device mobili, senza etichette e restrizioni da rispettare, piace a tutti.
Se un tempo c’era dello scetticismo per quanto riguardava la sicurezza, oggi non è più così. I controlli per la sicurezza e la tutela della privacy sono decisamente aumentati e il player ha innumerevoli possibilità per fare una piccola indagine in autonomia sul portale sul quale intende giocare per verificarne la serietà. L’AAMS garantisce massimi controlli e novità nella gestione dei siti garantiscono un maggiore controllo degli investimenti e dei casi di sospetta ludopatia. Sul web, inoltre, c’è il vantaggio della tracciabilità dei dati e delle spese, di conseguenza si hanno maggiori garanzie di legalità.

Rettifica del 3 aprile:

In seguito alla pubblicazione dell’articolo, ci ha contattati “Feder Gioco”, richiedendo una rettifica che di seguito pubblichiamo:

Buongiorno,

vi contattiamo in merito all’articolo “Casinò italiani, ormai pochissimi. Il pubblico si sposta sul web” a firma Marco Palma, apparso sulla vostra testata il 2 aprile 2019. Nel sopracitato articolo vengono riportati i dati degli incassi del 2018, rispetto al 2017, delle tre case da gioco Sanremo, Venezia e Saint Vincent. I dati in questione sono fortemente sbagliati. Per quanto riguarda il casinò di Sanremo il dato corretto è del -4,29%, per il casinò di Saint Vincent è del +0,86%, per il casinò di Venezia è del +7,72%. Da questi dati si evince come il “crollo” dell’interesse verso i casinò, come riportato nell’articolo in questione, non ci sia stato per almeno due case da gioco e la perdita della terza e più contenuta rispetto a quanto segnalato. Vi chiediamo quindi di procedere con la giusta rettifica come previsto dall’art. 8 della Legge sulla stampa 47/1948. Rimaniamo in attesa di un vostro riscontro.