Coronavirus al Cardarelli, allarme contagi a Napoli

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Ospedale Cardarelli, Fonte Wikipedia

Torna all’attacco il Coronavirus, al Cardarelli in particolare, noto ospedale di Napoli. Di conseguenza fa il suo ritorno anche l’allarme contagi.

8 INFETTI IN UN SOLO REPARTO – 8 casi positivi in soli 15 giorni in un unico reparto. Questa è la notizia relegata dal quotidiano Il Mattino, riferita al famoso ospedale napoletano. L’allarmismo non si fa attendere, “Coronavirus al Cardarelli!”

Dopo la tremenda agitazione che ha percorso il mondo intero, la paura di affrontare un male incurabile, la quiete finalmente giunge (almeno in Italia). Essendo stato in ginocchio per 2 mesi, con la fase 2 sembrava che il bel paese si stesse piano piano rialzando. Curva dei contagi in discesa, prossime riaperture e potenziali vaccini. Ma nonostante il susseguirsi di buone notizie, il virus non demorde.

ANAAO E CIMO CONTRO LA DIREZIONE – Sembra che Giuseppe Longo, manager dell’ospedale, abbia inaugurato la fase 2 confrontandosi con i sindacati per assicurare la sicurezza della propria struttura. In particolare avrebbe evidenziato la necessità di tamponi rapidi, per velocizzare i controlli, e spazi maggiori per la ripresa di ambulatori e ricoveri. Inoltre sottolinea che il padiglione H dovrebbe tornare alla sua funzione di origine, ovvero l’ortopedia, che il padiglione M andrebbe mantenuto al fine di occuparsi dei malati conclamati o sospetti, ed infine pone l’accento sul ripristino dell’attività di libero professionista.

Le due associazioni di medici dirigenti, L’Anaao Assomed e il Cimo, reagiscono rispettivamente tramite Franco Verde e Antonio De Falco. «Inappropriata la decisione del manager di accendere i fari sulle tariffe dell’attività privata mentre ancora non sono sciolti i nodi della sicurezza da Covid– Dichiara Verde. Mentre De Falco aggiunge – «L’attività libero professionale si fa dopo l’orario di lavoro, è un diritto che discende da un obbligo di legge. […] Servono soluzioni alternative, non si può negare. Servono linee guida regionali».