Coronavirus, nuovo Dpcm: ristoranti chiusi alle 24 e massimo sei persone per tavolo, ecco cosa cambia

Nel mirino del nuovo Dpcm locali e ristoranti: ecco cosa cambia per queste attività

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Turismo e ristorazione a rischio, Limitazioni orarie, Nuova costante di Pitagora post virus
Ristorante, Fonte Wikipedia

Ieri sera alle 21:30 si è tenuta una nuova conferenza stampa del presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, per presentare il Dpcm del 18 ottobre che sarà in vigore fino al 13 novembre. Nel mirino della nuova ordinanza principalmente ci sono locali e ristoranti, con un ultimatum alle palestre di mettersi in regola entro una settimana altrimenti rischiano la chiusura immediata. Vediamo quali cambiamenti saranno obbligati a rispettare i ristoranti.

NUOVO DPCM: RISTORANTI CHIUSI ALLE 24 E CON SEI PERSONE PER TAVOLO – La norma generica per tutti locali è quella di abbassare le serrande alle 24 e riaprirle non prima delle 5 del mattino; il vuoto utilizzato dai cosiddetti “furbetti” è stato finalmente colmato. Le consumazioni al banco saranno consentite solo fino alle 18, dopodiché nel locale potranno rimanere solo coloro seduti.

Il nuovo provvedimento contiene anche una limitazione sul numero di clienti consentito per ogni tavolo, per evitare comitive troppo allargate e creare assembramenti. Nello specifico, potranno sedersi al tavolo un massimo di sei persone, pertanto feste ed eventi saranno vietati. “Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5,00 sino alle ore 24,00 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle ore 18.00 in assenza di consumo al tavolo” recita il nuovo Dpcm.

Sono consentite, invece, senza limitazioni ma comunque fino alle 24 le consegne a domicilio e l’asporto. Per quanto riguarda quest’ultimo, è vietato sostare davanti al locale o consumare nei pressi di esso. “Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze” si legge nel testo.

Durante la conferenza stampa, il premier Conte ha inoltre aggiunto che i ristoratori dovranno affiggere un cartello all’ingresso specificando quante persone sono ammesse nel locale contemporaneamente, ma “nessuna limitazione negli ospedali, negli aeroporti, lungo le autostrade”. Questo significa che le aree di servizio non sono soggette a cambiamenti. Il coprifuoco alle 21 sarà adottato dai sindaci delle varie città, i quali dovranno decidere se chiudere via e piazze per evitare assembramenti.