Coronavirus vaccini, Pfizer ritarderà le consegne: sei Paesi scrivono all’Ue

Ecco perché Pfizer ritarderà le consegne delle dosi di vaccino all'Europa

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La campagna vaccinale in Italia è iniziata il 27 dicembre con la somministrazione delle dosi di vaccino Pfizer agli operatori sanitari, ospiti e dipendenti di Rsa. Da domenica o da lunedì della prossima settimana, in diverse regioni, inizieranno le somministrazioni del richiamo. Tuttavia, alcune strutture sparse sul territorio italiano lamentano l’esaurimento delle dosi del vaccino. Per i richiami già programmati, infatti, si utilizzerà la riserva del 30%. Inoltre, secondo alcuni medici, se sarà necessario saranno utilizzati per il richiamo anche i recenti arrivi delle fiale di Moderna, compatibili con Pfizer.

PFIZER RITARDA LE CONSEGNE DEL VACCINO IN EUROPA – Come se non bastasse, l’azienda farmaceutica ritarderà le consegne del vaccino in tutta Europa. Dalla settimana prossima, infatti, ci sarà un calo delle consegne, in attesa che il laboratorio americano riesca a migliorare le proprie capacità di produzione.

Non è chiaro quanto tempo ci vorrà prima che il colosso farmaceutico torni alla massima capacità di produzione, che sarà aumentata a quanto pare da 1,3 a 2 miliardi di dosi all’anno. Inoltre, non è stata specificata neppure l’entità della riduzione per i Paesi europei, eccezion fatta per la Norvegia che riceve i vaccini dalla vicina Svezia.  Secondo quanto riporta Reuters, Pfizer ha spiegato di aver dovuto apportare modifiche che richiederanno ulteriori approvazioni normative. In una nota dell’azienda si legge però che “anche se questo avrà un impatto temporaneo sulle spedizioni da fine gennaio all’inizio di febbraio, fornirà un aumento significativo delle dosi disponibili per i pazienti a fine febbraio e marzo”.

SEI PAESI SCRIVONO ALL’UE – Tuttavia, le spiegazioni fornite da Pfizer non sono bastate a sei Paesi dell’Europa, evidentemente molto preoccupati per questa decisione. I ministri di Danimarca, Estonia, Finlandia, Lituania, Lettonia e Svezia hanno scritto una lettera congiunta alla Commissione europea esprimendo il loro disappunto e “seria preoccupazione” per questi ritardi, sottolineando come una mossa del genere possa “minare la credibilità del processo di vaccinazione”.

“Siamo obbligati a informare la nostra popolazione e i gruppi particolarmente a rischio che la loro vaccinazione sarà ritardata, nonostante gli sforzi eccezionali dei nostri governi per garantire una consegna puntuale” scrivono i ministri. “Vi chiediamo di mettervi in contatto con BioNTech-Pfizer con urgenza per richiedere una spiegazione pubblica e sottolineare la necessità di garantire stabilità e trasparenza delle consegne tempestive” continuano. Tuttavia, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue ha rassicurato: “Non appena ho saputo del ritardo nella produzione di Pfizer, ho chiamato l’amministratore delegato, che mi ha rassicurato che tutte le dosi previste per l’Ue saranno consegnate nel primo trimestre”.