Decreto Rilancio, non solo bonus: multe da 300 a 4000 euro per chi viola le regole

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Giuseppe Conte, Fonte Flickr

Il Decreto soprannominato Rilancio aiuterà gli italiani a passare con minor ansia un periodo che, nonostante le prime aperture alla normalità, continua a spaventare soprattutto le fasce più povere della società. Bonus per i professionisti che vedono la loro attività impossibile da rilanciare e tanti sgravi fiscali che potrebbero rilanciare anche l’edilizia e la riconversione green degli immobili. Previsto anche un sussidio da richiedere in caso si scegliesse di passare entro i confini nazionali la prossima estate che comunque si preannuncia non senza decise limitazioni. Insomma, il Governo cerca con l’ennesima manovra in perdita di ridare slancio ad un’economia mai così in ginocchio dalla fine del secondo conflitto mondiale.

Eppure non di solo bonus vivrà la fase due ma anche di ammende salatissime che faranno passare la voglia di contravvenire alle ancora rigide misure precauzionali anti contagio. Se è vero che a partire dal 18 maggio 2020 gli spostamenti all’interno del territorio regionale non sono soggetti ad alcuna limitazione, allo stesso modo non sarà possibile attraversare detti confini se non per motivi più che dimostrabili.

Come si può leggere da una nota pubblicata dall’ADNkronos fino al 2 giugno sono vietati i trasferimenti e gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza“.Maggiori libertà potrebbero arrivare oltre quella data ma solo per “aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico, che possono permettere lo spostamento in relativa sicurezza.

Maggiori poteri ai sindaci che potranno “disporre la chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile garantire adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro. ​Il prefetto assicurerà l’esecuzione delle misure disposte da autorità statali, nonché monitora l’attuazione delle restanti misure da parte delle amministrazioni competenti”.

 Dulcis in fundo continuerà a valere lo stop da 5 a 30 giorni per le attività che non si attengono alle misure anti-Covid19. A quanto si legge scatterà “una sanzione amministrativa da 400 a 3000 euro. La sanzione non è prevista solo per le imprese, ma anche per i cittadini che aggirano le regole. In caso di reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima“.