Discriminazione territoriale in Campania, poche dosi di vaccino ricevute

La recente edizione de Il Mattino parla di quanto difficile sia per la Campania vaccinare l'intera popolazione.

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Centro antico Napoli, Fonte Wikimedia Commons

Il piano vaccinale sta compiendo grandi passi in Italia. Purtroppo però non in Campania, in quanto assistiamo ad una vera discriminazione territoriale. Ad usare il termine è la recente edizione de “Il Mattino“, che rivela il divario tra dosi ricevute dalla suddetta regione e persone da vaccinare.

211MILA DOSI MANCANTI – La Campania vanta il 9,6% della popolazione italiana, ma le fiale di vaccino a disposizione sono ben inferiori. Come scrive il sopra citato quotidiano: «L’Italia accelera sui vaccini ma la Campania resta fanalino di coda nelle consegne».

Questo: «[…] a causa dell’assurda discriminazione legata al sistema sanitario sottodimensionato e alla minore aspettativa di vita. Le prime consegne di aprile sono consistenti – 3.284.930 dosi – ma la Campania che ha una popolazione pari al 9,6% ne ha ricevute solo l’8,1%. Nessun’altra regione è stata trattata così male e, visto che la discriminazione territoriale è iniziata con la prima distribuzione del 28 dicembre 2020, il divario rispetto alla quota corretta per popolazione in una settimana si è allargato di altre 50mila dosi rispetto alla denuncia del Mattino del 3 aprile e ormai arriva a 211mila dosi mancanti».

POCHI VACCINI E PERSONALE SANITARIO – Una situazione particolarmente spiacevole e ben nota al presidente della Regione Vincenzo De Luca. Quest’ultimo infatti dichiara: «Ricordo che noi dobbiamo ancora recuperare 176mila vaccini in meno che hanno mandato in Campania. Oggi la nostra regione è la più penalizzata d’Italia e ha anche 15000 dipendenti in meno in sanità rispetto a quanti dovrebbero esserci per la popolazione che abbiamo».

Il governatore conclude affermando che: «Quello che facciamo in Campania con le risorse che abbiamo è un miracolo».