martedì, Aprile 16, 2024
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Esclusiva-Filippo Cardelli:”Basta a questo calcio, bisogna dare spazio agli italiani. Sassuolo modello da seguire”

Il suo sfogo ha fatto il giro d’Italia. Filippo Cardelli, giovane calciatore della Lazio, ha detto basta. E Filippo non è un giocatore qualunque: 18 anni, titolare nella Primavera biancoceleste e con buone probabilità di giocare in serie A. Ha detto “basta” perché ha denunciato una situazione grave: gli stranieri, per questioni di contratto, avrebbero un trattamento migliore rispetto agli italiani.
Filippo ci ha rilasciato un’intervista esclusiva e ci ha spiegato il suo punto di vista.

Immagino che la tua sia stata una scelta ponderata nel tempo: qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?
Non c’è stata sinceramente una goccia: sono state una serie di riflessioni che, rispolverando i sacrifici che ho fatto in passato, quando vedi tutta una serie di situazioni che si vanno a concatenare decidi ad un certo punto di lasciar perdere per dedicarti ad altro.

Chi ti critica dice “ok, è il classico ragazzo che ha capito che la serie A non è roba sua e cerca di discolparsi”. Cosa rispondi a chi dice ciò?
La mia scelta ha suscitato clamore proprio perché avevo la possibilità di arrivare nel professionismo. Avrei giocato titolare in Primavera quest’anno: proprio sul fatto di giocare titolare ci ho pensato. Se lascio io che gioco titolare e che ho la possibilità di arrivare, la gente forse rimarrà più stupita e sorpresa. Perché se lo fa uno che non ha la possibilità di giocare e viene scartato e lo fa solo per rabbia non ha senso ma se lo fa una persona che avrebbe giocato titolare e sarebbe potuta arrivare ha tutto un altro significato. Molte persone non hanno capito questo: pensando che io sia una pippa oppure che sono scarso e non ho voglia. Mi sarebbe piaciuto arrivare e sfondare pure a me ma ho preso questa decisione perché non ne potevo più. Grazie a questo gesto, spero di contribuire a migliorare la condizione di tanti che sono nel settore giovanile italiano.

Tanti giovani vorrebbero stare al tuo posto: 18 anni, nella Lazio, una pedina importante nelle giovanili: c’è stato un momento in cui hai pensato “chi me l’ha fatto fare”? Hai avuto altri colleghi che ti abbiano detto “chi te lo ha fatto fare”?
È stata una scelta mia e ne è valsa la pena. Mi sono arrivati messaggi da tutta Italia: gente che mi scrive “saluti da Messina”, “saluti da Torino”, giocatori come me che mi dicono che succede anche nei loro settori giovanili la stessa cosa. Quindi sono problemi riscontrabili un po’ dappertutto. Non sono solo io.

Tu hai centrato un problema che, inutile girarci intorno, riguarda anche i procuratori. Basta vedere Pogba in cui Raiola ha preso milioni di euro. Una volta capito una delle cause, come pensi potrebbe pensare di risolverlo?
Se penso al Barcellona che spende 20 milioni di euro all’anno nel settore giovanile poi ti chiedi perché escono dei fenomeni…Io penso che giocatori talentuosi in Italia ce ne siano tanti: poi magari non si punta su di loro però c’è gente che ha voglia di arrivare e il talento per farlo.

Tu, in una intervista, hai anche elogiato il Sassuolo: non pensi che l’esempio Sassuolo possa essere un inizio per far capire ai presidenti o a chi gestisce le squadre che puntare sugli italiani paga?
Se in Italia non ci fosse stato nessun modello, nessuna squadra piena di italiani a far bene, io avrei anche potuto dire:”Guardate ragazzi, non c’è una squadra che ha puntato sugli italiani e ha fatto bene…”. Poi vedi il Sassuolo che è da un po’ che sta in serie A (la squadra di Squinzi giocherà contro la Juventus nella terza giornata, nda), cresce ogni anni, quest’anno è arrivato in Europa League, due domande te le fai. Poi la gente dice “gli italiani sono scarsi, gli stranieri sono meglio, hanno più voglia” però poi, per carità, qualche straniero va benissimo che ti aiuta a migliorare la qualità della rosa e ti aiuta a fare il salto di qualità, però prendere solo quelli che fanno la differenza ha un senso perché il Sassuolo ha dimostrato che con una squadra di italiani si possono fare grandi cose.

Parecchi però dicono che gli italiani non sono forti come 10 anni fa…
Guarda, questa te la rispondo subito. Gli italiani non sono forti come 10 anni fa? Uno perché statisticamente non escono più tanti italiani come 10 anni fa. Quindi anche per una questione di probabilità: più italiani escono, più probabilità ci sono che esca uno fenomenale. Poi soprattutto perché si tende a dare poca fiducia a un giovane per la paura di perdere.

Quando ho letto il tuo sfogo ho pensato alla situazione di Berardi che ha rifiutato di andare alla Juventus per rimanere al Sassuolo a giocare: però poi Ventura in Nazionale dice che Berardi non ci può stare in Nazionale per il modulo. Potrebbe anche essere una questione tattica?
Guarda, io non mi permetto assolutamente di fare commenti su quello che pensa il mister della Nazionale perché a me Ventura piace tantissimo: lo considero veramente un maestro di calcio. Ha fatto giocare il Torino in maniera spettacolare. La Nazionale la lascerei stare. A me piacerebbe vedere giocare i talenti italiani nel campionato italiano, nelle squadre di club.

Un’altra critica che ti muovono è questa: Filippo Cardelli va a giocare negli U.S.A. perché il campionato è mediocre…
Guarda, io vado lì per fare il college. non per andare in MLS. Io vado nel college perché mi dà l’opportunità di studiare e di continuare a giocare a calcio nel college, circondato da persone a cui piace fare sport e sognano come me. Poi, se dovessi arrivare in MLS quello è un altro discorso: e se dovessi essere bravo mi piacerebbe continuare la carriera da professionista là. Bisogna, però, anche saper vedere oltre: l’MLS è un campionato non a livello del campionato italiano però è un campionato in crescita. Io sono andato in America e ho visto i ragazzini a Central Park giocare a calcio per strada.

Molti sostengono che uno dei problemi del settore giovanile italiano riguarda anche le infrastrutture: è vero?
Certo, assolutamente. Guarda, sono andato là e c’erano delle infrastrutture pazzesche. Io con gli Allievi nazionali con la Lazio abbiamo iniziato ad allenarci su un campo, poi ci hanno trasferito in un altro e poi le fasi finali le abbiamo rigiocate sul campo dove avevamo giocato all’inizio.

Adesso hai paura delle ripercussioni? Nel senso se una squadra ti vorrebbe prendere potrebbe pensare che sei un rompiscatole e non lo fa…
No, guarda. Mi hanno veramente scritto in tantissimi: Eccellenza, Dilettanti, squadre Primavera di società di A e di B, Lega Pro. Mi hanno veramente scritto tutti: mi ha scritto anche una squadra amatoriale di calciotto…

 

Si può riportare l’intervista anche solo parzialmente a condizione di citare la fonte dailynews24.it o postando il link. Per restare sempre aggiornati sulle ultime novità, diventate fan della nostra pagina Facebook.

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