Esclusiva-Intervista con Il Terzo Segreto di Satira:”Mai avuto problemi con i politici”

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Pietro Belfiore, Davide Rossi Davide Bonacina, Andrea Mazzarella e Andrea Fadenti: sono il quintetto che compongono “Il Terzo Segreto di Satira, gruppo che si occupa principalmente di comicità politica. Il loro canale YouTube conta oltre 50mila iscritti. Uno dei componenti del gruppo, Andrea, ci ha rilasciato un’intervista esclusiva in cui si è parlato delle origini e del futuro passando per il rapporto tra YouTube e la tv.

Come è nata l’idea de “Il Terzo Segreto di Satira”?
Sostanzialmente l’idea è nata da noi 5, cioè io e altri 4 ragazzi che abbiamo frequentato queste scuole di cinema. Abbiamo fatto sceneggiatura, regia, cose di questo genere qua. È nata fra i banchi di scuola, è nata un’amicizia: stavamo in classe insieme e avevamo la passione per la comicità che un po’ ci contraddistingueva da altri della scuola. Sai, quando fai queste scuole di cinema, vuoi sempre fare i film impegnati, autorali. Avevamo un po’ questa passione per la comicità, ci piaceva l’argomento politica e una volta finiti gli studi nel 2010 dato che si faceva un po’ fatica a trovare lavoro e cose di questo genere abbiamo iniziato un po’ così, alla sera, a tempo perso a fare questi video. Ecco, è nata molto semplicemente così.

Come avete pensato al nome “Il Terzo Segreto di Satira”?
Di nomi non ne veniva in mente neanche uno. Ad un certo punto qualcuno, non mi ricordi onestamente, ha detto “Terzo Segreto di Satira”: ci faceva ridere l’assonanza con terzo segreto di Fatima. C’era dentro anche la parola satira che un po’ per l’assonanza con terzo segreto di Fatima un po’ perché comunque satira è esplicativo di chi fa cose comiche che parlano di politica o cose di questo genere ci sembra la frase perfetta. Molto banalmente non avevamo trovato altri nomi prima e questo quando l’abbiamo detto fra di noi tutti abbiamo riso. È stata molto a livello istintivo la scelta, ecco.

Avete mai avuto problemi con la politica, sia polemiche di politici sia polemiche di militanti?
Quello sì, ogni tanto succede. I militanti bene o male quando fai i video – poi noi non è che guardiamo tanto i commenti su YouTube – però ogni tanto qualche mail ci arriva. Tendenzialmente ti arriva sempre qualche mail dove magari ci sono quelli che ti fanno la critica fatta con educazione, con rispetto e se anche magari condivisibile sotto alcuni aspetti, alcuni vanno verso l’offesa triviale, sì può succedere. Per quanto riguarda i politici, che noi sappiamo onestamente no. Nel senso che io sappia – e quando dico io intendo “noi” che noi sappiamo – onestamente no. A memoria non mi sembra mai di aver visto dichiarazioni di qualche politico che sia offeso per un video. Tendenzialmente, quelli di centro-sinistra hanno capito il giochino e quindi hanno capito che non conviene fare polemiche se uno ti prende per i fondelli. È meglio far finta di girarsi, dire “va bene, va bene” poi magari nel privato si incazzano però a memoria non ricordo episodi di questo genere. Più i militanti, sì. I Cinque Stelle, o con l’entrata di Salvini più qualcuno della vecchia Forza Italia o qualcuno del PD. Però meno, anche i militanti del PD capiscono che, appunto, fa parte del gioco. Poi magari dà fastidio però lo capiscono. Almeno questa è la percezione nostra.

La domanda dalle mille pistole, soprattutto per chi non è addetto ai lavori: molto schietta, voi siete un gruppo di successo, un gruppo di satira di successo. Con YouTube si fanno o no i soldi?
Ti correggo perché non siamo di successo poi dopo dipende da come viene quantificato il successo. Noi facciamo questo hobby/lavoro dal 2011. Non viviamo ancora totalmente di quello perché anche se abbiamo fatto un po’ di cose in televisione non viviamo ancora di quello. Abbiamo un altro lavoro tutti insieme nell’ambito video che ci permette di stare in piedi. Con YouTube, per quello che facciamo noi ma anche in generale per chi fa video, per chi muove quindi una macchina di almeno 7/8 persone no, con YouTube ad oggi non fai i soldi. Nel senso che siamo 5 noi, più gli attori, questo e quell’altro. Se pure fai un video semplice, almeno otto persone tra noi e gli attori le coinvolgi. Questo è YouTube Italia. Poi per quanto riguarda l’estero non te lo so dire. Non ti permette il sostentamento. Il sostentamento te lo danno quando riesci a fare qualcosa in tv come è successo con Piazza Pulita o con me è stato con Report in passato o con gli altri programmi ai quali abbiamo partecipato. Ma se non avessimo l’altra parte del nostro lavoro, “Il Segreto” non andrebbe avanti. Il successo che tu utilizzi come termine è totalmente relativo da questo punto di vista. Poi, figurati, c’è l’apprezzamento, alla gente piace quello che facciamo però la parola successo è una parola che ad oggi non fa parte del nostro modo di pensare, ecco.

Spesso si accusa gli Youtuber di cominciare da lì per poi arrivare alla televisione: paradossalmente, dal nuovo verso il vecchio. Anche per voi è così?
Il problema, per quello che facciamo noi, è scontato. Nel senso che YouTube non ti permette di stare in piedi economicamente e quindi lo puoi utilizzare come vetrina, lo puoi utilizzare per farti vedere, per provare anche se certe le sai fare o meno. Perché, sai, il punto di vista di dire “sì, sono bravo” è solo il tuo. Quindi YouTube è anche il modo per dire “ok, mi faccio vedere. Vediamo come vengo recepito” così magari smonti anche la tua credibilità, il fatto di pensare di essere un genio. Quindi YouTube è anche utile perché ti permette di ricevere bastonate e di ragionare con più maturità. Però non ti permette di stare in piedi economicamente e, quindi, sì per noi è una vetrina. Per noi, ma penso anche per tanta gente, non è che c’è l’ambizione di andare in tv: se YouTube domani mattina trova un modo – come fa Netflix o come fanno tante altre realtà web – a produrre una serie, noi felicissimi di farla. Non è tanto il miraggio della televisione in quanto stare dentro dentro la tv: è che la tv, il cinema e tutto quello tradizionale resta l’unica area con i budget – anche se magari molto più ridotti rispetto a tanti anni fa – che ti permettono quantomeno di fare il tuo lavoro in maniera professionale. Perché poi, al di là di quanto ti metti in tasca tu, ne va a diventare anche una questione di qualità. Perché, sai, noi abbiamo fatto ormai 40/50 video. Vorremmo cercare, quando faremo quelli nuovi, di farli più belli di quelli precedenti. Però comunque l’asticella vuoi alzarla perché te lo senti, per la tua professionalità. Se lo devi fare con mille euro, piuttosto lo fai “aggratis”, non ti paghi, non paghi quelli che lavorano con te e diventa un progetto così. Poi anche la tv, per quello che ti dà, tante volte non è roba che dici “cavoli, il botto”. Per 1500 euro per otto persone che lavorano, tanto vale lo fai gratis. Però è l’unico, questo (la tv, nda) ed il cinema, però il cinema è un discorso lungo, che ti potrebbero dare da lavorare fino a che non si trova una maniera economicamente sostenibile anche da parte di YouTube o di tutto quello che va a finire sul web.

Che rapporto c’è tra voi e gli altri Youtuber?
Gli unici che abbiamo conosciuto – ma tra l’altro li abbiamo conosciuti la settimana scorsa perché eravamo ad un evento di una rivista di Milano (questo è l’evento, nda) che faceva una sorta di workshop dove si è parlato di comicità, di web in cui intervistavano anche noi – sono i The Pills. Era la prima volta che li abbiamo conosciuti, abbiamo chiacchierato una decina di minuti fuori una volta che è finita questa cosa. Tra l’altro ci è sembrata una realtà molto simile a noi per tutte quelle cose che ti dicevo prima. Quindi, “non si riesce a far questo, come si fa, come non si fa, io faccio anche quest’altro lavoro…”. Ci è sembrato di essere tutti sulla stessa barca e quindi da questo punto di vista c’è empatia. Io, personalmente, non ho visto tantissimo di ciò che fanno loro però gli altri miei soci hanno visto già un po’ di più. Una roba diversa da quello che facciamo noi ma ci sono delle cose che a me hanno fatto molto ridere come altre cose che ho apprezzato di meno. Stessa cosa per i The Jackal: non li conosciamo personalmente però i The Pills e The Jackal sono quelli di cui abbiamo visto più video. In generale c’è rispetto professionale per quello che fanno anche se delle cose non ti sono piaciute come penso che a loro non saranno piaciute alcune cose che abbiamo fatto noi perché poi il comico è molto soggettivo come gusto. Tutti gli altri, onestamente, non ti saprei dire neanche i nomi: sì, magari ho visto qualcosa dei Pantellas, ricordo che alcune cose mi hanno fatto anche sorridere ma mi sembrano tutte cose un po’ più giovanilistiche, nel senso anche buono del termine. Nel senso che tutti noi abbiamo più o meno 30 anni o poco più e fai anche fatica con dinamiche o aspetti comici che magari che prendono un certo tipo di persone che hanno banalmente 10/15 anni in meno di te. Sono due mondi che si scontrano, quindi nel senso buono del termine. Però so che ce ne sono tantissimi.

Quali sono i progetti futuri?
Innanzitutto stare in piedi proprio a livello di struttura come siamo stati in piedi fra mille sbattimenti fino ad adesso. Cercheremo, comprensibilmente alle possibilità che arriveranno e troveremo, di stare in tv nei prossimi mesi o entro la fine dell’anno e inizio anno nuovo. Stiamo cercando di lavorare a un progetto più grande: dilatare il minutaggio di racconto. Non abbiamo ancora idea se mai diventerà un film, una serie o qualche cosa di compatibile. Pensiamo che dopo un 40/50 video da 4,5,6 minuti su YouTube abbiamo un po’ la necessità di dilatare il minutaggio anche perché siamo una squadra di 5. Questo è un po’ l’obiettivo per l’anno prossimo: l’obiettivo a breve termine è quello di sfornare nuovi video. Se riusciremo a stare in tv o qualcosa di simile volentieri altrimenti li metteremo sul nostro canale come facciamo tuttora. Sicuramente faremo nuovi video entro la fine dell’anno: dove andranno e in che modalità andranno questo lo scopriremo solo vivendo.

 

*La foto è stata tratta da terzosegretodisatira.blogspot.it

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