Esclusiva-Matteo Gandini: “Panthers favoriti al Super Bowl. L’hack ammazza lo spettacolo”

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Matteo Gandini, per chi non lo conoscesse, è un giornalista che lavora sia per Sportitalia (per quanto riguarda il commento delle partite di Basket e calcio) ma anche per Mediaset Premium (al commento tecnico delle partite di NFL). La sua competenza e passione di tutti gli sport americani è davvero ammirevole e abbiamo avuto l’opportunità di intervistarlo e scambiare quattro chiacchiere con lui riguardo temi di NFL, NBA e infine sulla cultura italiana dello sport che a suo avviso non potrà mai arrivare ai livelli di quella americana.

Cominciamo con una battuta sul prossimo Super Bowl che si giocheranno i Denver Broncos e i Carolina Panthers. Chi vede favorito o comunque più attrezzato?
Credo che Carolina debba essere nettamente favorita. È una squadra più completa dei Denver Broncos. Io onestamente ero convinto che i Broncos avessero fatto poca strada in finale di Conference, mi hanno sorpreso facendo una delle migliori partite della stagione soprattutto in difesa. Ma se dovessi fare un pronostico direi Panthers anche piuttosto facile. Hanno dimostrato anche contro i Cardinals di non avere punti deboli, difesa molto solida e un attacco che ha spazzato via gli avversari.

A parte le squadre che sono arrivate in finale, quale pensa sia la franchigia rivelazione dell’anno in NFL?
Questa è una bella domanda, direi proprio gli Arizona Cardinals. Non mi aspettavo arrivassero fino a questo punto. In realtà anche l’anno scorso finché Palmers non si era fatto male avevano giocato molto bene, ma non pensavo potessero ripetersi e arrivare così lontano. Alla fine la stagione è andata, per le squadre di vertice, come ci si poteva aspettare: Carolina, New England e Denver mi aspettavo di vederle molto in alto.

Cosa ne pensa del ritorno a Los Angeles dei Rams ? Sono la franchigia giusta per ricoprire un mercato così importante?
L’NFL aveva questa macchia da tantissimo tempo di non avere una squadra a Los Angeles e aveva questo buco che andava riempito. La cosa positiva per gli appassionati di football di vecchio stampo è che non è una squadra nuova ma una squadra che torna e che nella storia viene ricordata da alcuni più per Los Angeles che per St. Louis anche se a St. Louis sono arrivati al Superbowl. Nell’NFL c’è questa sorta di alternanza in cui tutte le squadre nel giro di poco tempo possono diventare forti e quelle forti possono calare e non arrivare più da nessuna parte. Ma il fatto di essere in un mercato molto attraente anche dal punto di vista dei free agent come Los Angeles qualche beneficio ai Rams lo darà.

Nell’ultimo big match NBA, i Golden State Warriors hanno sconfitto gli Spurs di oltre 30 punti. Pensa che i Warriors possano bissare il successo dell’anno scorso o gli Spurs siano ancora temibili?
Sicuramente Golden State deve essere considerata la favorita numero uno. La cosa che mi ha stupito quest’anno è che di solito le squadre che vincono il titolo l’anno dopo tendono un po’ a rilassarsi almeno all’inizio, invece è incredibile pensare come questa squadra sia riuscita a tornare in campo così concentrata e così forte perdendo pochissime partite. Quello che è successo lunedì notte è emblematico. Il divario, è chiaro, non è così ampio. Non c’è un gap di 30 punti tra le due squadre, perché sicuramente Popovich qualcosa si è tenuto per i Playoffs. Popovich è un furbacchione, sa bene che queste partite non contano nulla ed è meglio non far vedere tutto ciò che si ha agli avversari. Ma Golden State resta la squadra da battere finché giocherà così; onestamente sta praticando un basket che si è visto poche volte in passato con questa capacità di giocare in rapidità con Stephen Curry assoluto leader che rende i Warriors una delle squadre più forti degli ultimi anni.

Guardando le partite dei Clippers, dei Rockets o dei Pistons ci si imbatte sempre nel famoso “hack”. Qual è la sua opinione a riguardo, andrebbe cambiata la regola?
Assolutamente sì. Io sono abbastanza stupito: di solito gli americani sono abbastanza veloci a cambiare il regolamento quando si accorgono che qualcosa che va contro lo spettacolo, invece, ormai dopo tanti anni, il regolamento non è cambiato. Io penso che da alcuni punti di vista il regolamento NBA sia meglio di quello europeo perché ci sono alcune situazioni come per esempio il modo in cui viene valutato il fallo intenzionale in cui preferisco la tendenza americana, ma in questo caso preferisco il regolamento FIBA. Non ci vorrebbe nulla a mettere una regola per cui tu non puoi fare fallo intenzionale lontano dalla palla. Non l’hanno ancora fatto e non mi spiego perché. Credo sia questione di tempo ma non mi stupirei se l’anno prossimo la regola già venisse cambiata perché credo sia troppo evidente agli occhi di tutti che sia qualcosa che ammazza lo spettacolo. Mi stupisco molto che ancora non l’abbiano fatto.

Cosa pensa del licenziamento di David Blatt? Era proprio necessario oppure bisognava essere più pazienti ?
È un discorso complicato. A me non piace esprimere opinioni su situazioni che non si conoscono bene. La verità la sanno solo quelli che vivono nello spogliatoio, specie quanto poi veramente Lebron James abbia inciso, come in molto sostengono. Io vado sempre con i piedi di piombo su queste situazioni. Possiamo sapere le cose per sentito dire, ma finché non sei dentro non lo sai. Certo che ad occhio esterno stupisce vedere un cambio per un allenatore che ha fatto molto bene sia l’anno scorso (portando i Cavs in finale al suo primo anno in NBA) che quest’anno. Io credo che nell’NBA, più che in Europa, l’allenatore più che disegnare gli schemi debba mettere insieme delle teste che a volte fanno fatica a ragionare insieme. L’aspetto tattico non conta molto in NBA, a parte qualche eccezione come gli Spurs che a volte hanno vinto grazie alla tattica. Quello che conta è tenere a bada i caratteri e i temperamenti che non sono facili da gestire. Mi dispiace tantissimo per Blatt che è un grandissimo allenatore e troverà un’altra panchina, ma per il bene di Cleveland se non va d’accordo con LeBron James e questi preferisce avere Tyronn Lue, meglio per Cleveland. In definitiva è meglio avere un allenatore che vada d’accordo con Lebron.

A proposito di temperamenti e teste calde, lunedì notte DeMarcus Cousins ha segnato 56 punti che rappresentano il suo career high. Questo giocatore ha le carte in regola per dominare la lega e diventare MVP?
Assolutamente sì. Quest’anno ha aggiunto anche il tiro da tre punti. Per le sue caratteristiche fisiche e per la mano che sta sviluppando può diventare dominante. L’unico ostacolo è il suo temperamento e il suo carattere che non lo portano a essere sempre concentrato al 100% però per caratteristiche può dominare. Penso a Shaquille O’Neal. Shaq non aveva il tiro di DeMarcus. Cousins ha sia la potenza sotto canestro ma anche il tiro dalla lunga distanza perché ci ha lavorato molto. Non sono sicuro che Sacramento sia il posto giusto per essere veramente dominante anche se avere un playmaker come Rondo che contro gli Hornets ha dato 20 assist lo può aiutare. Può essere il centro dominante della lega dei prossimi anni.

Infine una domanda culturale, crede che in Italia si possa mai arrivare a una concezione dello sport come in America? E perché, nonostante siano in aumento, ci sono ancora pochi appassionati di NFL in Italia?
Sulla concezione dello sport batti su un mio pallino. Io sono innamorato del modo in cui gli americani concepiscono lo sport. Se fosse per me non esisterebbero le curve, non esisterebbe il tifo violento ma neanche violento verbalmente. Esisterebbe solo il tifo pro con la gente che va allo stadio con gli amici e in famiglia per bere una birra o una CocaCola, ridere e rilassarsi ma non tifare, non insultare gli avversari. Questo dovrebbe essere cancellato dagli stadi. Nei miei stadi ideali chi insulta l’avversario anche con un “Vaffa” dovrebbe essere mandato fuori. Detto questo, credo che in Italia non ci arriveremo mai perché purtroppo in Italia tutto questo parte dal calcio e scende a cascata sugli altri sport. Siamo molto più tifosi che appassionati. Ciò lo vediamo anche negli ascolti che facciamo a Sportitalia con il basket: Milano fa ascolti elevatissimi mentre Trento ascolti molto molto bassi per via del bacino d’utenza quindi anche se le partite di Trento sono molto belle, fanno pochi ascolti perché è una città con poco seguito. Questo fa capire quanto la gente veda le partite per tifo e non per passione. Questo è un grosso limite della cultura italiana che ritengo invalicabile per quanto ci si possa lavorare sopra.
Per quanto riguarda il Football penso che la gente si fermi all’aspetto esteriore e a quello che può non piacere: le tante interruzioni, o al fatto che possa essere a un primo sguardo complicato da capire. Io penso che abbia un grande potenziale. Se tanta gente facesse un piccolo sforzo per entrare nella mentalità del football e superare i primi ostacoli potrebbe avere un seguito molto superiore. È uno Sport che attira anche semplicemente per l’aspetto del colore, dell’attrezzatura, dei caschi e dei colpi. Se fosse venduto bene, potrebbe diventare uno sport con un grande futuro.

Si può riportare l’intervista anche solo parzialmente a condizione di citare la fonte DailyNews24.it o postando il link. Per restare sempre aggiornati sulle ultime novità, diventate fan della nostra pagina Facebook.