Fabio Fonseca presenta il libro Meteore: “In ogni personaggio c’è un po’ di me. Ho cercato di raccontare storie di ordinario eroismo quotidiano che spesso non riusciamo a vedere”

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Fabio Fonseca, autore del libro "Meteore"

Meteore, Storie ordinarie di persone straordinarie, nasce dalla penna di Fabio Fonseca, giovane scrittore tarantino che ha deciso di sfruttare il lockdown imposto dalla pandemia per dare inizio a questo nuovo percorso di vita. Fabio ha 26 anni, è laureato in Marketing e Management dopo gli studi condotti a Modena, Torino e in Francia ed è un vero e proprio mangiatore di libri. La passione per la lettura l’ha spinto a cimentarsi per la prima volta nel ruolo di scrittore e a mettere nero su bianco storie di personaggi che aveva in mente da tempo, riuscendo agli inizi del 2021 a raccoglierle nel suo primo libro.

Meteore è un testo che con leggerezza sa toccare temi profondi e presenti nelle vite di ognuno di noi. Gli “eroi quotidiani”, come all’autore piace definirli, sono persone comuni legate ad un unico filo, la città di T., scenografia di riferimento per l’intero racconto e palcoscenico dove si “esibiscono” i personaggi. Il racconto sarà in grado di suscitare nei lettori un vortice di sensazioni ed emozioni, mettendo in luce quell’eroismo quotidiano che spesso nello scorrere veloce delle nostre vite non riusciamo a vedere ed apprezzare.

Ad estate ormai inoltrata non c’è di meglio che una bella lettura spensierata sotto l’ombrellone e Meteore, in tal senso, può rappresentare un’ottima compagnia nei momenti di puro relax.  Ricordiamo che è possibile acquistare e ordinare il libro presso gli store online Amazon (per acquistare il libro clicca qui), Feltrinelli, Ibs, Mondadori, Ubik e Youcanprint.

Non resta ora che conoscere meglio l’autore, nei giorni scorsi Fabio ha incontrato la nostra Redazione e ci ha rivelato interessanti retroscena sul libro e sulla sua vita da instancabile lettore. Ecco com’è andata la nostra chiacchierata:

Come nasce Meteore? Malgrado alcune di queste storie le avessi ideate e pensate da tempo, ho trovato l’occasione di poterle mettere sulla carta durante il ‘famoso’ primo lockdown, tra il Marzo e l’Aprile 2020. Il ‘Bookdown’, come lo chiamo io, mi ha consentito, in un momento in cui per forza maggiore ero (come tutti quanti) rintanato dentro casa, di iniziare a stendere ed a dare forma alle mie storie. Una versione dietro l’altra e, un mese dopo l’altro, sono riuscito, verso gli inizi del 2021 ad avere un cospicuo numero di storie dislegate tra di loro, ma unite dalla luogo di ambientazione. Così mi son reso conto di aver pienamente raggiunto il mio scopo, ossia di voler raccontare una serie di vicende di un gruppo di persone (i personaggi del libro) che vivono la loro quotidianità in maniera straordinaria, malgrado le loro gesta, i loro timori ed i loro umori non siano altro che gesta, timori ed umori di tutti quanti noi esseri umani”.

Le storie dei numerosi personaggi presenti all’interno del libro sono ispirate a persone incontrate nel corso della tua vita o sono frutto dell’immaginazione? Questa è una domanda che mi pongono spesso. Tutti i personaggi del libro sono frutto della mia immaginazione. Per quanto tutto provenga dalla mia immaginazione, non posso vietare al lettore di immedesimarsi in questi personaggi o di immaginarli come meglio ritiene possibile. Penso che la quotidianità dei personaggi (ordinaria e straordinaria al tempo stesso) sia la quotidianità di tutti. Chi, ad esempio, non è mai stato scambiato per un’altra persona? Oppure, chi non ha mai avuto dei rimorsi per una occasione non colta? O ancora, chi non ha mai sognato di andare in tv per partecipare ad un gioco a premi? Sono queste le quotidianità di cui parlo. Sarà poi la straordinarietà dei personaggi a renderle uniche”.

La città di T. è descritta in maniera molto accurata, il paesaggio spazia dalla Grande Torre alla Grande Fabbrica, come mai hai scelto di ambientare i racconti in un contesto così variegato? “La città di T. è una città come tante altre, con le proprie caratteristiche artistiche ed urbanistiche. Di conseguenza, come ho anche specificato verso la fine del libro, essa non è altro che il palcoscenico dove recitano i personaggi di questo libro. Avevo bisogno di una location che non facesse riferimento ad una specifica realtà che tutti noi ben conosciamo, quindi ho cercato di crearla più fantasiosa e ricca possibile. All’interno della città di T., ad esempio, è possibile trovare da un lato le montagne e dall’altro lato il mare, così come un fiume, una Grande Stazione, la Grande Torre (“il monumento più fotografato della città”) per poi arrivare alla Grande Fabbrica, dimostrando così la vena industriale della città che, ahimè, non poteva vivere di solo turismo ed arte”.

Quali tratti hai in comune con i principali protagonisti del libro e in quale ti rivedi maggiormente? “Essendo fuoriusciti dalla mia mente, sento che tutti i protagonisti di questo libro abbiano qualcosa di me. Anche se ho evitato di parlare di me stesso e di esperienze che sono accadute in prima persona, è stato però inevitabile non immedesimarsi in almeno in alcune di queste storie o di questi personaggi. Dopo la breve introduzione, il libro si apre con il racconto su Teo, un uomo che, per inspiegabili ragioni non riesce a prendere sonno e, ogni singola notte, lotta con tutto sé stesso per cercare di dormire almeno quel po’ che gli basta per essere sveglio il mattino seguente. A nulla vale la psicanalisi che conduce su sé stesso per cercare di individuare la fonte della sua insonnia, così come a nulla vale ogni singolo tentativo per cercare di dormire: accade sempre un qualcosa che lo fa fallire nei suoi intenti! Detto questo, penso che chiunque di noi abbia passato una notte (o un periodo) di insonnia, per i motivi più vari, di conseguenza sento maggiormente mio il cinismo di Teo nell’affrontare (con terrore) una nuova notte di cui saprà già quale sarà il suo esito”.

Nel libro il contesto sociale e urbano è analizzato in maniera approfondita ed influenza le vite dei personaggi, pensi che nella realtà attuale ognuno di noi debba custodire con cura il proprio passato o sia necessario scrollarsi di dosso il contesto di appartenenza, se negativo, per emergere? Ho immaginato la città di T. come una delle tante città che popolano questo mondo. Essa dunque ha un proprio centro storico tenuto con cura dalla popolazione, come se fosse ‘il salotto della città’ ed ha anche una propria periferia, che, contrariamente al ‘salotto’ viene abusata dalla mano violenta dell’essere umano che cementifica ogni singolo pezzo di terra che non si degnerà più di curare. Di conseguenza anche il costrutto sociale che deriva da questa divisione, tra Centro e Periferia, ne risente. I quartieri collocati a metà strada non mitigheranno affatto a questa disparità di condizioni di vita tra le due aree della stessa città. Dunque penso che qualsiasi città, chi più e chi meno, abbia la stessa storia da raccontare, vale a dire una netta divisione tra ciò che viene considerato come un gioiello e ciò che viene considerato il suo opposto. Vedendola sotto questo punto di vista, sembrerebbe che la trama della città di T. sia già stata scritta dall’uomo.

Detto questo, rispondendo alla domanda, penso che ogni persona possa riscattarsi, non negando il proprio passato (e il proprio senso di appartenenza ad una realtà) che rappresenta comunque una parte della sua vita e della sua formazione. Bisognerebbe soltanto avere la fortuna (il che non è facile) di ritrovarsi in un ambiente che permetta a chiunque di emergere, se effettivamente lo desidera. Il che, ad esempio, mi fa venire in mente la storia di uno dei personaggi del libro, Vince, che desidera ardentemente cambiare la sua vita partecipando ad un gioco televisivo in compagnia dei suoi amici, ma che trova un ambiente molto ostile a questo suo progetto”.

Hai in mente di pubblicare altri libri in futuro? “Ho trovato molto piacevole scrivere brevi storie su questi personaggi e mi piacerebbe continuare in questa direzione. Compatibilmente agli impegni ed alla mia vita quotidiana, sto cercando di condurre altri progetti paralleli, che spero ben presto di portare a termine”.

Quale è il tuo background da lettore? Quali sono i tuoi autori ed il tuo libro preferito? “Sono molto appassionato di libri di narrativa, moderna e classica. Per fortuna riesco a ritagliarmi quotidianamente una porzione del mio tempo per leggere qualche libro. Tra gli scrittori che preferisco in assoluto ci sono Stefano Benni, Daniel Pennac, Italo Calvino ed Andrea Camilleri, solo per citarne alcuni. Sarebbe per me molto difficile fare una classifica! Invece, con certezza, posso affermare che il mio libro preferito è ‘Il giovane Holden’ di J.D.Salinger”.

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