Iss: contagi in aumento, ma fase epidemologica diversa rispetto a febbraio

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Insensata la lotta, Mini focolaio a Miano, Iss, Record di infetti, Folla al Cotugno, Aumento contagi
Coronavirus, Fonte Pixabay, autore Mattthewafflecat

In aumento i casi positivi al COVID-19. I dati si avvicinano infatti ai preoccupanti numeri di fine febbraio. Eppure l’Iss, l’Istituto superiore di sanità, parla di una fase epidemologica completamente diversa. Ma in che modo? Scopriamolo insieme.

TRASMISSIBILITÀ BASSA – L’istituto basa la sua dichiarazione sull’indice Rt, spiegando quanto le due fasi siano difficilmente comparabili. Lo specifica sul suo sito affermando che: «[…] nonostante sia osservato un aumento continuo dei casi totali da metà luglio, al netto dei casi asintomatici identificati attraverso attività di screening/tracciamento dei contatti e dei casi importati da stato estero, vi è stata stabilizzazione e solo recentemente un lieve aumento della trasmissibilità».

Questo permette di: «affermare assieme ad altri dati […] che la fase epidemiologica è completamente diversa. Con casi diagnosticati quasi esclusivamente in sintomatici ed un Rt stimato ad oltre 2». Nonostante: «il numero di casi riportato giornalmente sia numericamente simile a quanto riportato alla fine di febbraio 2020».

VIRUS “CONTENUTO” – Di conseguenza l’Iss dichiara che il virus è perlopiù “contenuto”. «Questo dato, letto assieme a quello sul numero di nuovi casi diagnosticati ogni giorno, suggerisce che il grande lavoro svolto dai servizi territoriali ha per il momento contenuto la diffusione del virus sul nostro territorio. La maggior parte dei casi è identificato attraverso screening di popolazione e ricerca dei contatti con identificazione dei focolai». Oltre che:«[…] rapida realizzazione di misure di isolamento e quarantena. Il fatto che non vi sia sovraccarico dei servizi assistenziali è una conferma di questo».

Tuttavia l’Istituto sottolinea indirettamente l’importanza delle regole anti COVID. «Allo stesso tempo però l’aumento dei casi diagnosticati conferma che ci sia una elevata circolazione del virus. Dà conto dell’aumento del lavoro richiesto agli stessi servizi territoriali le cui capacità di risposta rischiano di essere messe a dura prova».