martedì, Luglio 16, 2024
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Liberisti Italiani annuncia per febbraio 2020 l’assemblea fondativa, intervista ad Andrea Bernaudo

È uno dei politici che si sta facendo portavoce della difesa delle partite IVA, da tempo e a maggior ragione in questi giorni dopo che, da indiscrezioni, la prima manovra economica del governo giallorosso (PD+LeU+M5S) guidato da Giuseppe Conte sembra voglia colpire proprio le PMI e i liberi professionisti.

Lui è Andrea Bernaudo, presidente e fondatore dell’associazione ‘SOS partite IVA‘ con migliaia di fan su Facebook che ha deciso di fondare il partito ‘Liberisti Italiani, a cui si può già dare il proprio assenso a essere informati sulle attività cliccando qui.

Bernaudo ci ha rilasciato un’intervista esclusiva, dandoci anche alcune anticipazioni.

Le prime misure di questo governo sembrano andare contro le piccole partite IVA. Perché il governo ha cominciato a tartassare il ceto produttivo del nostro paese?
Diciamo che questo governo ha riportato la vecchia consuetudine di mettere sotto torchio il ceto medio, ma oramai non c’è più nulla da spremere. Non che il precedente governo avesse fatto molto, ma almeno avevamo notato una lieve controtendenza. Ora siamo di nuovo sul banco degli imputati e sull’orlo del precipizio.
Spesso hai parlato di colpire la parte improduttiva. Nel dettaglio cosa intendi?
Non bisogna “colpire” nessuno, dobbiamo diventare un paese che attira e non respinge gli investitori stranieri e non fa chiudere o scappare gli imprenditori italiani.
Abbiamo 3 problemi:
1) una spesa pubblica fuori controllo e mal gestita che regge un apparato burocratico elefantiaco, il cui unico obiettivo e rendere impossibile la vita di cittadini e contribuenti, a partire dalle attività produttive. Vuole un esempio nel comparto immobiliare? Per vendere un immobile usato che ha una difformità urbanistica, tipo una planimetria catastale difforme per un piccolo particolare, ad esempio un balconcino che nella realtà invece esiste, per poter verificare la congruità va richiesto il progetto originario al Comune, al fine di poter rettificare e sanare l’anomalia. Una stupidaggine quindi sanabile in pochi minuti.
A Roma nella capitale d’Italia, nell’era del digitale, degli algoritmi e dei microcip nel portafoglio dei contribuenti, ci vogliono 4 mesi per poter ricevere uno straccio di risposta.
Le sembra normale che questo accada con un total tax rate al 65%? A noi no.
Vanno chiuse domani mattina l’85% delle società partecipate dalle regioni, a cominciare da quelle con i bilanci in rosso e tutti gli enti dipendenti inutili. Si parla di centinaia di miliardi buttati. I servizi pubblici locali vanno tolti dalla gestione politica e messi a gara ad evidenza pubblica tra le eccellenze del privato, allora lei vedrá le strade pulite e autobus funzionanti, non il disastro a cui assistiamo a Roma, Capitale oramai del degrado.
2) il total tax rate (somma di tasse e contributi) al 65% tra i più alti del mondo;
3) la giustizia civile assolutamente lenta che non consente un equo rispetto dei vincoli contrattuali tra privati nell’ambito delle attività lavorative;
La miscela di questi 3 problemi relega il nostro stato tra quelli “canaglia” per chi vuole fare impresa ed investire, del resto basta guardare il PIL, fermo da 15 anni. Siamo il paese che cresce meno, pur avendo il più grande patrimonio artistico e culturale del mondo, paesaggi straordinari, mari incantati e una creatività imprenditoriale senza pari. Di chi è la colpa di questo paradosso?
Passano i governi e, salvo rari casi, a essere penalizzati sono sempre le PMI?
In Italia c’è bisogno di una rivoluzione fiscale.
Per tutti i titolari di una partita IVA – persone fisiche e società – deve esserci una medesima aliquota proporzionale al 15% che premi il merito e incentivi la produzione, con una no tax area a 12.000 euro di fatturato. Per i dipendenti pubblici e privati si puó mantenere la progressività, ma con una drastica diminuzione delle pretese dello stato sul cuneo fiscale, più soldi in busta paga per il lavoratore, ma non a danno di imprenditori e professionisti i quali micro-piccoli-medi e grandi dovranno pagare in modo proporzionale rispetto al fatturato;
– tax ruling (accordi fiscali ancora più vantaggiosi) per tutte le aziende nazionali e straniere che decidono di investire nel meridione d’Italia. Uno straordinario piano di investimenti privati per la valorizzazione delle coste e dell’entroterra del meridione al fine di incentivare il turismo e per attirare investitori da tutto il mondo, occasioni di business e occupazione.
Lotta al contante: cosa ne pensi?
Nei paesi normali che hanno una tassazione equa (total tax rate al 30% e non al 65%) tutti usano carte di credito, bancomat perchè è più comodo. Se qui da noi devono costringerti a farlo in forza di leggi liberticide vuol dire che per primo lo stato sa benissimo che la sua pretesa fiscale e contributiva è intollerabile ed è costretto ad usare la forza per riscuoterla. Una forza anche incostituzionale, poiché basata sull’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente che in questo paese è considerato per legge un presunto evasore a cui lo stato puó mettere le mani in tasca, anche con arbitrio, basta guardare i dati del contenzioso tributario. Finanche se un contribuente fa ricorso al giudice ed in pendenza di giudizio di primo grado, lo stato puó vessarlo con la forza sulla base di una presunzione. Un’altra barbarie che dobbiamo abolire dall’ordinamento tributario.
Pos, apertura di un conto corrente obbligatorio per le piccole partite IVA: molti pensano siano favori alle banche. Che ne pensi?
Il conto dedicato per le ditte individuali e partite IVA è una follia inutile per l’erario, dannosa per i contribuenti e che fa un colossale regalo alle banche. Non credo che avranno il coraggio di farlo, ma bisogna stare sugli scudi.
Tu, come tanti altri liberi professionisti, non sei soddisfatto della manovra, almeno fino a ora. A parte l’iniziativa di sabato, hai già in mente altro per far sentire la tua voce?
Noi siamo in campo da anni con SOS partita IVA, abbiamo lanciato un grido d’allarme, formulato proposte concrete. L’unica cosa che abbiamo ottenuto è che il tema delle partite IVA e delle imprese è tornato prepotente nell’agenda politica, ma purtroppo il governo non sembra voler capire che chi rischia per produrre dev’esser portato su un palmo di mano e non strozzato di tasse e bollato come un presunto evasore.
Perchè il governo non organizza un’imponente accountability della spesa pubblica? Perchè vuole contare e vedere come spiendiamo finanche i nostri spiccioli per un caffè e non mostra online che fine fanno oltre 800 miliardi di spesa pubblica?
Purtroppo in Italia c’è bisogno di una rivoluzione innanzitutto culturale. Per questo dall’esperienza di SOS partita IVA è nato un mese fa il movimento politico Liberisti Italiani, abbiamo superato le 1000 adesioni senza andare in mondo visione come i nostri politici del tassa e spendi, presto ci vedremo a Roma entro febbraio 2020 e faremo l’assemblea fondativa. Siamo in campo, del resto o decidi di fare le valigie e andare a lavorare e produrre fuori da questo paese, oppure devi cercare di impegnarti per invertire una tendenza che ha reso l’aria irrespirabile. Noi abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e dedicare una parte della nostra vita all’impegno politico per l’affermazione delle libertà economiche e dei diritti dei contribuenti. Siamo sicuri che ci seguiranno in tanti.

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