Coronavirus, il Discorso alla Nazione del Presidente Sergio Mattarella

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Sergio Mattarella, Foto Flickr, Contrassegnata da Google per essere Riutilizzata
Sergio Mattarella, Foto Flickr, Contrassegnata da Google per essere Riutilizzata

Alle ore 19:00 circa, il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella ha voluto rivolgere un discorso alla Nazionale in merito alla situazione di emergenza del Coronavirus. Il video, della durata di circa otto minuti, è stato pubblicato sulla pagina Ufficiale della Presidenza della Repubblica su Youtube.

Ecco il discorso integrale del Presidente Mattarella:

“Mi permetto nuovamente cari concittadini e concittadine di rivolgermi a voi nel corso di quest’emergenza per fare alcune riflessioni. La prima si traduce in un pensiero alle persone che han perso la vita a causa di quest’epidemie o hanno perso i loro familiari.

Il dolore del distacco è stato ingigantito dalla sofferenza di non poter esser loro vicini e dalla tristezza dell’impossibilità di celebrare come dovuto il commiato dalle comunità di cui erano parte. Comunità che sono duramente impoverite dalla loro scomparsa.

Stiamo vivendo una pagina triste della nostra storia. Abbiamo visto immagini che sarà impossibile dimenticare. Alcuni territori e, in particolare la generazione più anziana, stanno pagando un prezzo altissimo. Ho parlato in questi giorni con tanti amministratori e ho espresso loro la solidarietà di tutti gli italiani.

Desidero anche esprimere rinnovata riconoscenza nei confronti di chi per tutti noi sta fronteggiando la malattia con instancabile abnegazione: i medici, gli infermieri e il personale sanitario cui occorre in ogni modo assicurare tutto il materiale necessario.

Numerosi sono rimasti vittime del loro impegno generoso. Insieme a loro ringrazio i farmacisti, gli agenti delle forze dell’ordine nazionali e locali, coloro che mantengono in funzione le linee alimentari, i servizi e le attività essenziali, coloro che trasportano i prodotti necessari, le forze armate.

A tutti loro va la riconoscenza della Repubblica, così come va agli scienziati, ai ricercato e a coloro che lavorano per trovare terapie e vaccini contro il virus. Ai tanti volontari impegnati per alleviare le difficoltà delle persone più fragili, alla protezione civile che lavora senza sosta e al commissario nominato dal governo. Alle imprese che hanno riconvertito la loro produzione in beni necessari per l’emergenza. Agli insegnati che mantengono il dialogo con i loro studenti. A coloro che stanno assistendo i nostri connazionali all’estero.

A quanti in ogni modo sono impegnati su questo fronte giorno per giorno. La risposta così pronta di medici disponibili a recarsi negli ospedali più sotto pressione dopo la richiesta della Protezione Civile è un ennesimo segno della generosità che sta attraversando l’Italia.

Vorrei inoltre ringraziare tutti voi perché le misure indicate dal Governo sono accettate da tutti con grande senso civico dimostrato in amplissimo senso civico da tutta la cittadinanza.

Da alcuni giorni vi sono segnali di un rallegramento nella crescita dei nuovi contagi rispetto alle settimane precedenti. Non è un dato che possa rallegrarci perché si tratta pur sempre di tanti nuovi malati e soprattutto perché accompagnato da tanti nuovi morti, anche quest’oggi vi è un numero dolorosamente elevato di nuovi morti.

Però quel fenomeno fa pensare che le misure di contenimento adottate stanno producendo effetti positivi e quindi rafforzano la necessità di continuare a osservarle scrupolosamente finché sarà necessario. Il senso di responsabilità dei cittadini è la risorsa più importante su cui può contare uno stato democratico in momenti come quello che stiamo vivendo.

La risposta collettiva che il popolo italiano sta dando all’emergenza è oggetto di ammirazione anche all’estero come ho potuto constatare con colloqui con capi di stato d’Europa e non soltanto che hanno espresso la loro vicinanza all’Italia. Da diversi dei loro stati son giunti aiuti concreti.

Tutti mi han detto che i loro paesi han preso decisioni seguendo le scelte fatte in Italia in quest’emergenza. Nell’Unione Europea, la banca centrale e la commissione nei giorni scorsi hanno assunto decisioni economiche importanti e decisive sostenute dal Parlamento Europeo. Non lo ha ancora fatto il Consiglio dei Capi di Governi Nazionali.

Ci si attende che questo avvenga concretamente nei prossimi giorni. Sono indispensabili ulteriori iniziative comuni, superando vecchi schemi ormai fuori dalla realtà delle drammatiche condizioni del nostro continente.

Mi auguro che tutti comprendano a pieno, prima che sia troppo tardi, la gravità della minaccia per l’Europa. La solidarietà non è soltanto richiesta dai valori dell’Unione, ma è anche nel comune interesse.

Nel nostro paese, come ho ricordato, sono state prese misure molto rigorose ma indispensabili con norme di legge, sia all’inizio che dopo la fase di necessario e continuo aggiornamento. Norme quindi sottoposte all’approvazione del Parlamento.

Sono stati approntati e sono nel corso dell’esame parlamentare provvedimenti di sostegno per i tanti settori della vita sociale ed economica colpiti. Altri provvedimenti sono preannunciati.

Conosco e comprendo bene la profonda preoccupazione per l’incertezza del futuro del loro lavoro. Dobbiamo compiere ogni sforzo perché nessuno sia lasciato indietro.

Ho auspicato e continuo a farlo che queste risposte possano essere il frutto di un impegno comune, tra tutti soggetti politici di maggioranza e opposizione, soggetti sociali, governi dei territori. Unità e coesione sociali sono indispensabili in questa situazione.

Un’ultima considerazione: mentre provvediamo ad applicare con tempestività ed efficacia gli strumenti contro le difficoltà economiche, dobbiamo iniziare a pensare al dopo emergenza, alle iniziative e alle modalità per rilanciare gradualmente ma con determinazione la nostra vita sociale e la nostra economia. Nella ricostruzione, il nostro popolo ha sempre saputo esprimere il meglio di sé. Le prospettive del futuro sono ancora una volta alla nostra portata. Abbiamo altre volte superato periodi difficili e drammatici e ci riusciremo certamente, insieme, anche questa volta.”