L’uomo irrazionale di Woody Allen segue una nuova filosofia

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Il filosofo Schopenhauer affermava “Quanto più sono intelligenti, tanto più gli uomini soffrono”. Secondo quest’analisi, si potrebbe dire che secondo il filosofo ottocentesco gli uomini più sono intelligenti ed empatici e più risultato essere cupi e tristi. Perchè?

Woody Allen lo spiega nella sua nuova opera intitolata per l’appunto “Irrational Man”. Abe Lucas è un prototipo d’uomo illustrato nella filosofia ottocentesca. Un uomo così saggio da vedere il vuoto assoluto nella vita, “La libertà è pericolosa, ci fa sentire di poter scegliere se in un giorno possiamo fare qualcosa di concreto o il nulla totale, questo genera ansia”. Il professore di filosofia è un inetto, un uomo depresso che non ha nessun tipo di stimolo nella vita. Lucas si trova davanti a due fari luminosi a cui attingere, che prendono il nome di Rita e Jill. La persona che Woddy Allen ci presenta è un uomo in cerca di stimoli per vivere, stimoli che lo spingono verso la pazzia più totale.

Rita è per Lucas un trampolino di lancio verso una nuova direzione, Jill invece è la vera artefice del suo piano contorto. Quante probabilità esistono che un uomo possa trovarsi in una tavola calda, proprio nel momento in cui una giovane donna, madre di due figli, si dispera per il proprio dolore verso la giustizia, che in questo caso prende il nome di Giudice Thomas Spangler ? Lucas vede in questa ingiustizia uno spiraglio di luce, che gli permette di riprovare il gusto per la vita.

L’uomo che all’inizio del film ci appare inconsolabile e depresso diventa tutto ad un tratto un uomo che non riusciamo ad inquadrare, qualcuno che crediamo di aver conosciuto a fondo dall’inizio della pellicola, ma che cambia negli ultimi minuti, diventando un omicida a sangue freddo.