Messina, una terra senza acqua

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Tubo delle condutture di Fiumefreddo

«Da domenica pomeriggio non abbiamo più possibilità di lavarci  –  spiega Giusi Vinciullo -, la mia fortuna è che mia madre ha una casa un po’ fuori città dove portiamo giornalmente pacchi per i lavaggi e dove possiamo fare la doccia. Anche i nostri vicini si sono trasferiti, chi poteva, nelle case al mare della provincia». Queste sono le condizioni in cui la città di Messina si ritrova oramai da cinque giorni. Una città che sta vivendo, o almeno provando a vivere senza acqua. Sabato scorso, infatti, una frana nel comune catanese di Calatabiano ha pressato un tubo delle condutture che da Fiumefreddo portano l’acqua nella città dello Stretto,attraversando per chilometri un territorio in pieno dissesto idrogeologico. Da quel giorno scuole e uffici sono stati chiusi e non mancano disagi nel servizio commerciale. Inizialmente, si erano affrontati i primi giorni con tranquillità, sapendo che presto la situazione si sarebbe risolta. Purtroppo, i tecnici hanno scoperto che non ha ceduto solo la conduttura, ma anche il terreno sottostante, perciò l’Amam è stata costretta a interrompere nuovamente il servizio di erogazione. Arrivati, infatti,  a oggi sembra che la situazione non sia migliorata e che si debbano aspettare altri cinque giorni per riattivare il servizio. I Messinesi adesso iniziano a preoccuparsi sul serio. La situazione non è delle migliori neanche per gli abitanti di Calatabiano: con la rottura del tubo delle condutture, l’acqua ha inondato tutto il centro storico. Cosa succederà nei prossimi giorni di allerta meteo?