Napoli, Gargano si racconta: “Litigai con Mertens e lasciai l’allenamento ma furono anni indimenticabili”

Intervista a cuore aperto quella in cui Gargano parla del suo approdo al Napoli, del bel legame con il cognato Marek Hamsik e del passaggio in nerazzurro.

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Walter Gargano, ex giocatore del Napoli. Foto Wikimedia Commons

Walter Gargano ha rappresentato per il Napoli il giocatore tuttofare dal quale partiva l’azione dopo aver rubato palla all’avversario. I limiti fisici (no superava il metro e sessantasette) vennero sempre superati da una ferocia agonistica e due polmoni che gli consentivano di coprire quasi venti chilometri a gara. Insomma, uno che vorresti sempre dalla tua parte e mai contro. Ecco, in questi giorni, raggiunto da Fanpage.it Gargano ha voluto parlare ancora dei suoi anni al Napoli: esperienza difficile da dimenticare.

Il primo ricordo è appunto l’approdo in azzurro, un’esperienza speciale di cui racconta: “Della prima epoca ricordo gente come il ‘Pampa’ Sosa e il capitano Montervino, con il quale ebbi anche uno scontro in allenamento, cose che sono normali nel calcio. E poi Gianluca Grava, un guerriero, una personalità da leader, in campo si trasformava, mentre nello spogliatoio ci metteva sempre a suo agio con battute divertenti”. 

Poi il pensiero va all’ex capitano Marek Hamsik, uno che poi è entrato nella grande famiglia dei Gargano perché Walter ne sposò la sorella Michaela. A tale riguardo l’uruguayano svela: “Hamsik, e non lo dico perché è mio cognato, ha fatto grandissime cose per il Napoli, rifiutando offerte di grandi club per restare in azzurro, un po’ come fece a suo tempo Maradona, e guardate cosa e quanto ha vinto negli anni in cui ha giocato in azzurro”. 

Gargano, quella volta in cui Mertens mi spaccò il sopracciglio in allenamento…

Eppure è la parte di intervista in cui Gargano rivela dei suoi alterchi con il belga Mertens a destare la curiosità maggiore. Nonostante il buon feeling in campo i due in più occasioni hanno fatto davvero scintille in allenamento. “Mertens? Di Dries ricorderò sempre le abilità tecniche ma anche che una volta in allenamento ci scontrammo e mi lasciò un bel ricordo nell’arcata sopraccigliare destra con una gomitata involontaria. In quel momento mi ritirai dall’allenamento incavolato nero con lui, ma anche lì passò in fretta e ancora oggi, che siamo in contatto, glielo ricordo sempre con affetto e ci scherziamo su”. 

L’ultima parte è quella in cui Gargano parla del suo passaggio in nerazzurro. Un’esperienza difficile ma salutata ai tempi con una frase che fece andare in escandescenza la tifoseria azzurra. Definire in fatti “un sogno” il passaggio in nerazzurro significò la rottura coi supporters partenopei ma anche a questo proposito Gargano rivela: “Mi rendo conto che in un primo momento quelle dichiarazioni mi si siano ritorte contro, ma non smetterò mai di essere grato ai tifosi azzurri per quanto mi hanno dato anche dopo il mio ritorno a Napoli. Io preferirò sempre il Napoli – conclude – E poi ho due figli napoletani, che ogni stagione hanno la maglia della squadra col numero 23“.