Roma, Marino e il nuovo stadio della Roma

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Con il precipitare delle pressioni intorno a Ignazio Marino, che lo hanno portato a rassegnare le dimissioni, si aprono scenari e questioni di non facile risoluzione per la città di Roma. Una di queste riguarda lo stadio dell’AS Roma, che dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle. Non si tratta, ovviamente, solo di una questione calcistica (per quanto ad essa strettamente collegata), ma che riguarda tutta la città di Roma, per ovvi motivi di urbanizzazione, ambientali, di lavoro ed di un’eventuale ricchezza. Ecco perché la questione è più che importante. Senza dimenticare che lo stadio è solo una parte, neppure la maggiore, del complesso che il presidente della Roma James Pallotta vuole costruire. Un investimento i cui numeri sono impressionanti e un investimento di cui molto si è parlato soprattutto per tutta una serie di problemi di natura burocratica, legale, paesaggistica e ambientale che solo un’abile connivenza mediatica ha potuto tenere il più possibile nascosti. Più di qualcuno si è subito preoccupato di garantire il regolare proseguimento dell’iter che porterà alla costruzione del nuovo stadio. Ma sono in molti a sospettare – nel bene e nel male, a torto o a ragione – che un eventuale nuovo sindaco, così come un commissario temporaneo, possano rallentare se non bloccare del tutto questo progetto. Anche perché, da quello che trapela, sono tanti, troppi, gli aspetti che potrebbero (e per alcuni dovrebbero) far naufragare questo progetto.