Sossio Aruta si racconta: “Grazie al Cittadella Potenza per la grande opportunità. Uomini e Donne e Temptation Island? Nulla di preparato. A Maria dirò grazie tutta la vita”.

Sossio Aruta ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni raccontando la carriera da calciatore e l'esperienza nei vari programmi televisivi

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Sossio Aruta
Sossio Aruta

Sossio Aruta, calciatore e noto personaggio televisivo, ha deciso di raccontarsi in esclusiva ai nostri microfoni affrontando temi legati sia alla carriera sportiva che al mondo dello spettacolo. Ecco cosa ci ha rivelato.

Sossio Aruta nasce come calciatore, vanti esperienze con Pescara in B, Ascoli in C1, Taranto, Cervia, Frosinone… Qual è stata l’avventura più significativa? “Per l’importanza della categoria dico Pescara, lì ho raggiunto il traguardo più alto della mia carriera, ma anche nelle serie minori ho dei ricordi bellissimi. Penso a Taranto, Ascoli, Benevento, Frosinone, ma il massimo traguardo è l’esperienza in B quindi non posso che dire Pescara”.

Hai annunciato che questo potrebbe essere il tuo ultimo anno nel mondo del calcio. Hai qualche rimpianto? “Sarà il mio ultimo anno se riuscirò a raggiungere i 400 gol in carriera, ne mancano 23. Più che altro è una scommessa con me stesso, è un traguardo che voglio raggiungere a tutti i costi. La speranza è che possa raggiungerlo con la mia nuova squadra, il Cittadella Potenza. Anzi ne volevo approfittare per ringraziare la società per avermi dato la possibilità di inseguire il mio sogno, cosa che tanti altri non hanno fatto. Sono nel mondo del calcio da tanti anni, è come una giungla ed è stato proprio il voltare le spalle di tante società e persone che conosco che mi ha dato la forza di non mollare mai e di andare avanti. Spero di raggiungere i 400 gol con il Cittadella Potenza ma se non dovessi riuscirci riproverò ancora un altro anno. Spero che questo momento arrivi presto perché ho quasi 49 anni e non è facile convivere con i dolori”.

Sossio Aruta
Sossio Aruta

In passato hai partecipato al reality Campioni in onda su Italia 1, qual è stato il tuo rapporto con Ciccio Graziani? “Con Graziani ho avuto un rapporto stupendo anche se spesso abbiamo litigato soprattutto per via delle ripetute esclusioni dalla formazione iniziale. I litigi alla fine hanno creato audience e scatenato la simpatia del pubblico nei miei confronti. Ciccio spesso mi teneva fuori mentre il pubblico mi voleva in campo. Alla fine ho guadagnato il posto da titolare con i fatti. Ciccio è una persona eccezionale e sempre con la battuta pronta. Tra l’altro grazie a quell’esperienza ho avuto il piacere di conoscere un campione del mondo. Chapeau a Ciccio Graziani”.

Le scelte di formazione venivano fatte anche tenendo conto del pubblico a casa per questioni di audience? “No, le scelte erano dovute a ciò che l’allenatore vedeva in settimana e metteva in campo la formazione a suo parere più giusta. Naturalmente escludendomi sempre si era venuto a creare questo triangolo Sossio-Graziani-Pubblico che ha incuriosito le persone da casa. Io mi lamentavo per le ripetute esclusioni e la gente si chiedeva quale fosse realmente il mio valore. Chi mi conosceva già invece era stupito dal fatto che non giocassi dato che ero uno dei pochi ad avere un’esperienza di calcio vera sulle spalle”. 

Ci spieghi come nasce il soprannome ‘Re Leone’? “Nasce semplicemente dal mio modo di giocare in campo, dal mio temperamento e dalla mia aggressività. Forse sono stato uno dei pochi attaccanti a ‘picchiare’ i difensori. A ciò si è aggiunta la mia fisicità e l’estetica. All’epoca avevo i capelli lunghi, barba folta e portavo la fascia sulla fronte, un look che spaventava l’avversario. Caratterialmente sia in casa che in trasferta ero sempre in prima linea e il fatto che non avessi paura di nessuno mi ha portato ad ottenere questo soprannome”.

Tra professionisti e dilettanti hai segnato quasi 400 gol, pensi che quello che è accaduto nel derby tra Frosinone e Latina con la squalifica di 8 mesi possa aver influito negativamente sulla tua carriera? “Sicuramente ha influito, quella è stata la mia ultima partita tra i professionisti e mi ha causato un danno irreparabile. Ricevere una squalifica così lunga a quasi 33 anni non è il massimo. A Frosinone avevo un triennale e avrei potuto giocare per un altro paio d’anni tra i professionisti. Ho disputato un solo anno mentre gli altri due anni di contratto sono stati annullati. Ci tengo a ribadire che la squalifica che ho preso è arrivata per un’accusa inesistente, ho sempre ammesso di aver partecipato alla rissa ma che io abbia picchiato l’arbitro non è assolutamente vero, è stata un’accusa infame. Purtroppo qualcuno in quel momento doveva pagare e io non avendo neppure un buon rapporto con i tifosi del Frosinone sono stato accusato ingiustamente. Era giusto che pagassi ma con 6/7 giornate di squalifica”.

Il tuo carattere è noto a tutti ma ci racconti chi è Sossio nella vita privata? “Sono una persona normale, ho i miei passatempi, quando posso vado a pesca con la mia barca coltivando una passione tramandatami da mio padre. Amo stare con i miei figli anche se purtroppo sono un po’ distanti. Nonostante ciò sono un papà molto premuroso. Nel tempo libero mi piace fare delle lunghe passeggiate. Amo mangiare, a tavola come si suol dire sono una buona forchetta”.

L’anno scorso hai partecipato alla prima edizione di Temptation Island Vip. Che ricordi hai di quell’esperienza? “E’ molto bello il contesto, per me è stata una vera e propria vacanza. E’ stato bello restare per molti giorni su un’isola con persone nuove, amici e nel puro divertimento. Peccato che alla fine venga messo in discussione il rapporto con la tua compagna. E’ un programma ‘birichino’, uso questo termine. E’ stata una bellissima esperienza ma se dovessi proporla a coppie di fidanzati non lo farei, anzi direi evitate che è meglio”.

Molte persone pensano che chi partecipi a tali programmi reciti un copione. E’ vero? “Assolutamente no, io non faccio l’attore e non mi risulta che tutti quelli che hanno partecipato abbiano avuto un passato da attori. E’ normale che le situazioni vengano esasperate perché siamo in televisione ma di preparato non c’è niente. Lo stesso vale anche per Uomini e Donne”.

Speri che Bianca un giorno possa diventare un volto della Tv come te e Ursula? “Bianca deve fare quello che avrà voglia di fare, io non metterò paletti. Se fosse stata maschio avrei sperato che diventasse calciatore come i miei due figli, ma dato che è femminuccia non so quello che potrebbe piacergli, l’importante è che stia bene in salute e sia felice”.

Maria De Filippi è stata molto importante nel farti conoscere Ursula, la donna della tua vita. Cosa ti sentiresti di dirle? “A Maria non posso che dire grazie perché mi ha dato la possibilità di affacciarmi sul grande schermo e mi ha aiutato a risolvere tanti problemi che avevo in quel momento. Inoltre mi ha permesso di conoscere la mia compagna e di trovare la famiglia che desideravo. Le dirò grazie tutta la vita”.